A tre anni dal drammatico incidente che segnò per sempre la vita di un bambino di appena cinque anni, arriva una svolta giudiziaria destinata a riaccendere i riflettori sulla sicurezza dei parchi pubblici cittadini. Un architetto di 65 anni, all’epoca dei fatti responsabile delle manutenzioni ordinarie per il Comune di Ladispoli, è stato infatti rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni colpose. Secondo la Procura di Civitavecchia, sarebbe stata la mancata manutenzione di un’altalena installata nei giardini di piazza De Michelis, nel quartiere residenziale Il Messico, a causare il gravissimo incidente in cui il piccolo perse la falange dell’indice destro. Una vicenda che oggi si intreccia con un ulteriore motivo di amarezza per la famiglia: la compagnia assicurativa che tutela gli interessi del Comune ha infatti formalizzato il proprio rifiuto a risarcire il danno, attribuendo la responsabilità dell’accaduto alla madre del bambino. I fatti risalgono al 13 marzo 2023. Quel giorno il piccolo si trovava al parco insieme alla mamma quando, mentre giocava su un dondolo basculante, la sua mano rimase schiacciata. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della stazione di Ladispoli e riportato nell’atto di accusa della Procura, la giostra sarebbe stata priva dei necessari respingenti in gomma, una mancanza che consentiva la fuoriuscita dal terreno di tubi metallici scoperti. Nel tentativo di raccogliere un oggetto caduto a terra, il bambino avrebbe infilato la mano proprio tra quelle strutture metalliche, rimanendo intrappolato. Seguì una scena drammatica fatta di urla, sangue e una corsa disperata verso il pronto soccorso dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro. Qui i medici, nonostante i tentativi di salvare il dito, furono costretti ad amputare la falange dell’indice destro. Le conseguenze di quell’incidente sono ancora oggi pesanti: il bambino, che ha ormai otto anni, convive con un danno permanente e dovrà continuare a utilizzare un tutore. Dopo l’incidente l’area giochi venne immediatamente sequestrata dalle autorità e la giostra coinvolta fu successivamente rimossa e smantellata. Ora il rinvio a giudizio apre la strada al processo che dovrà accertare eventuali responsabilità penali nella gestione e nella manutenzione dell’area pubblica, mentre resta aperto il fronte civile legato al risarcimento dei danni, con la famiglia che continua a chiedere giustizia per una tragedia che avrebbe potuto essere evitata.
Ladispoli, bimbo mutilato al parco giochi: rinviato a giudizio il responsabile delle manutenzioni, l’assicurazione accusa la madre







