L’Intelligenza Artificiale entra nel dialogo interreligioso europeo. Il 9 giugno 2026, la Sala “Esperienza Europa – David Sassoli” a Roma ha ospitato, in contemporanea e in collegamento diretto con Bruxelles, e Dublino un seminario di alto livello incentrato sulla tutela della salute mentale e sui rischi di isolamento sociale nell’era digitale.
L’evento, intitolato “Health and well-being in the age of artificial intelligence: communities tackling isolation and digital risks”, è stato promosso da Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo con delega ufficiale al dialogo interreligioso e filosofico sancito dall’Articolo 17 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).
La Vicepresidente, nella capitale italiana con i saluti istituzionali ha aperto i lavori, dopo un saluto in collegamento ai presenti nella Sala Sassoli, insieme al Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza. Successivamente, il collegamento con il Belgio ha integrato i contributi della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e di Magnus Brunner, Commissario europeo competente per i rapporti con le organizzazioni religiose. La Sede della Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo a Roma ha dialogato in tempo reale con le massime cariche riunite nell’aula di Bruxelles.
Per la prima volta nella prassi istituzionale, dell’Articolo 17 del TFUE, il dibattito ha assunto una fisionomia realmente transnazionale e connessa, dove i rappresentanti delle comunità religiose, delle organizzazioni filosofiche e dei movimenti giovanili (richiamando anche i recenti moniti della Chiesa cattolica sulla centralità dell’essere umano, ) hanno espresso posizioni nette sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale, collegandole direttamente alle imminenti scadenze legislative europee: la piena applicazione dell’AI Act il 2 agosto 2026 e l’attuazione degli orientamenti del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori.
Moderati dalla giornalista RAI Metis De Meo, il dibattito ha previsto gli interventi del Prof. Louis Caruana, Pontificia Università Gregoriana;\Francesco Forte, Consigliere di Presidenza Consiglio Nazionale Giovani;\ Imam Muhammad Hassan, Centro Islamico Culturale Fratellanza Umana e già Imam della Grande Moschea di Roma;\Alice Manoni, Giovani delle ACLI;\Pastora Mirella Manocchio, Presidente della Federazione delle Donne Evangeliche in Italia;\Alessandro Dini Ciacci, Direzione Comunicazione in Italia – La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni;\Rev. Fr. Ioan Lupasteanu, Consigliere Eparchiale coordinatore Dialogo e Relazioni Pubbliche della Chiesa Ortodossa Romena d’Italia;\ Angèle Mulibinge Kaj, Coordinatore del Gruppo Ut Omnes -Together for Europe network;\Rev. Dario Doshin Girolami, Abate del Centro Zen L’Arco;\Irina Poleva, esperta AI applicata alla sanità, responsabile della Medicina Predittiva di Community Zero.
Sono state poste al centro della tavola rotonda come finalità condivisa, da qui l’urgenza di nuove strategie educative per governare la digitalizzazione della vita quotidiana.
I pericoli dell’iper-connessione, tra cui: l’aumento dei casi di isolamento e alienazione sociale in primis; in secundis le gravi ripercussioni psicologiche causa di vulnerabilità della salute mentale dei giovani; in tertiis la necessità di preservare la dignità e la centralità della persona a fronte di una transizione tecnologica pervasiva, secondo i partecipanti, all’Unione Europea dimostra, come le comunità spirituali e valoriali, Chiese e le organizzazioni filosofiche non debbano essere escluse dai processi decisionali sull’innovazione scientifica. Al contrario, esse fungono da “sentinelle sociali” capaci di interpretare i bisogni emotivi e relazionali dei cittadini, integrando la normativa tecnica dell’Unione Europea con una necessaria visione umanistica ed etica. In questo modo si ribadisce l’importanza e Il valore politico dell’Articolo 17 del TFUE, lo strumento giuridico che impegna le istituzioni di Bruxelles a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con un occhio all’analisi etica. Custodia e protezione nell’era digitale dei giovani dai rischi di isolamento sociale con la crisi delle relazioni interpersonali è un ‘protocollo’ da condividere della salute mentale, presupposto di libertà di pensiero e azione. Tutte le Comunità religiose hanno percepito, l’allarme sugli “AI Companions”
Al centro del dibattito ecumenico è emersa una profonda preoccupazione etica e antropologica legata alla diffusione dei cosiddetti “AI companions”, i compagni virtuali basati su intelligenza artificiale.
I rappresentanti delle diverse confessioni hanno espresso posizioni chiare, delineando i rischi di una tecnologia che simula l’empatia umana.
I punti chiave emersi dall’incontro, sono:
L’illusione della relazione – I leader religiosi hanno evidenziato come gli “AI companions” offrano una falsa risposta alla solitudine. Le macchine producono simulazioni di affetto, ma svuotano l’essere umano del bisogno di un confronto reale e autentico.
Emergenza isolamento e salute mentale – È stato denunciato il rischio che questi strumenti acuiscano l’alienazione sociale, soprattutto tra i giovani, sostituendo i legami comunitari e parrocchiali con surrogati digitali asettici.
La centralità dell’antropologia – Le comunità hanno ribadito che la dignità umana e l’anima non sono codificabili. Nessun algoritmo può replicare il mistero della coscienza, della fede e della vera empatia spirituale.
Le Chiese, nella condivisa richiesta di un discernimento etico globale, di fronte a macchine che generano parole e decisioni autonome, hanno chiesto un quadro normativo ed etico rigoroso. L’obiettivo è supportare l’adozione di regole comunitarie senza che l’innovazione tecnologica schiacci l’umanità.
Il dialogo, svoltosi nel quadro dell’articolo 17 del Trattato sul Funzionamento dell’UE, si è concluso con un appello congiunto: imponendo alle istituzioni comunitarie l’obbligo di mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le comunità religiose, riconoscendone l’identità e il contributo specifico la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio del benessere umano, e non un sostituto delle relazioni interpersonali che fondano le comunità. Daltro canto le medesime Istituzioni, propongano, chiedono le Confessioni, testi normativi e dottrinali strutturati, focalizzati sulla difesa dell’unicità umana contro la “simulazione” delle relazioni.
L’analisi, infatti, dei documenti ufficiali emessi dalle principali confessioni religiose rivela una convergenza etica senza precedenti.
Di fronte all’avvento degli “AI companions” e dell’intelligenza artificiale generativa, le religioni non si limitano a riflessioni teologiche, ma operativamente:
Chiesa Cattolica
Dalla Nota Antiqua et Nova alla prima Enciclica sull’IA
La Santa Sede ha assunto una leadership globale sul piano dottrinale attraverso due pilastri documentali fondamentali:
La Nota “Antiqua et nova” (Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l’Educazione): Il testo chiarisce il confine ontologico tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. La posizione ufficiale sottolinea che la capacità di relazionarsi, amare e comprendere è un dono divino legato all’essere creati «a immagine di Dio». Di conseguenza, gli “AI companions” vengono definiti come simulacri che rischiano di ingannare la coscienza umana, riducendo l’incontro con l’altro a un mero rispecchiamento narcisistico guidato da algoritmi.
L’Enciclica “Magnifica Humanitas” (Papa Leone XIV): Si tratta del primo documento pontificio sociale interamente dedicato alla rivoluzione digitale. L’enciclica lancia un severo monito contro la mercificazione dell’affettività e la sostituzione dei legami comunitari con “surrogati asettici”.
Chiese Ortodosse e Protestanti, Conferenza delle Chiese Europee (CEC), che raggruppa le tradizioni ortodosse, protestanti e anglicane, si concentra sulla dimensione sociale e sui diritti fondamentali.
Giustizia sociale: Promuove attivamente la tutela dei diritti dei lavoratori, la sostenibilità ecologica e l’accoglienza dei migranti;
Libertà religiosa: Denuncia le persecuzioni religiose a livello globale e richiede che la difesa dei credenti sia una priorità dell’azione geopolitica dell’UE.
Pace ed ecumenismo: Utilizza il tavolo europeo per rinsaldare ponti di riconciliazione tra i diversi popoli e confessioni del continente.
Comunità Islamiche ed Ebraiche
Pur non essendo “chiese” in senso stretto, partecipano attivamente ai seminari istituzionali previsti dall’Articolo 17 ’Lotta alle discriminazioni’ Chiedono all’Unione misure sempre più stringenti contro l’antisemitismo, l’islamofobia e ogni forma di razzismo confessionale Integrazione e cittadinanza.
Sottolineando il ruolo educativo delle proprie comunità nel favorire una cittadinanza attiva e inclusiva, chiedono che si rispetti la diversità culturale.
Organizzazioni Filosofiche e Non Confessionali
L’Articolo 17 include paritariamente nel dialogo anche le realtà laiche e umaniste.
La Neutralità delle istituzioni, quali vigili, occorre affinché il dialogo non si trasformi in una forma di lobbismo religioso che possa influenzare il diritto comunitario.
Nel rispetto ed adozione del principio di Uguaglianza, esse rivendicano lo stesso peso politico delle grandi Chiese strutturate e promuovono la difesa della libertà di coscienza e del pensiero laico
Il dialogo, svoltosi nel quadro predetto, si è concluso con un appello congiunto: ove Tutti sono uniti nello scopo che: ‘la tecnologia debba rimanere uno strumento al servizio del benessere umano, e non un sostituto delle relazioni interpersonali che fondano le comunità.’
Rispondendo quindi, in alcuni periodi storici al passato silenzio della Politica, da parte delle Religioni e Organizzazioni Filosofiche e non confessionali, assistiamo alla richiesta di un discernimento etico globale: di fronte a macchine che generano parole e decisioni autonome. Per questo le Chiese hanno sensibilizzato un quadro normativo ed etico rigoroso. L’obiettivo è supportare l’adozione di regole comunitarie senza che l’innovazione tecnologica schiacci l’Umanità.
Gian Andrea Benvenuto
Commissione dialogo Interreligioso ed Interculturale
Giornalisti Uffici Stampa Lazio







