A Ladispoli non servono tronchesi o seghe in stile “Fleximan” per mettere fuori uso un autovelox. Sull’Aurelia, al chilometro 38,8 in direzione Civitavecchia, qualcuno ha scelto una strada decisamente più originale, trasformando rifiuti e oggetti abbandonati in strumenti di sabotaggio. Per diversi giorni, infatti, il dispositivo di rilevamento della velocità è rimasto completamente “cieco” a causa di un’insolita copertura applicata sulle telecamere. A ostruire l’occhio elettronico sarebbero stati rifiuti di vario genere, pigne e persino bottiglie di birra vuote, posizionati in modo tale da impedire al sistema di immortalare le targhe dei veicoli in transito. Un gesto che appare a metà strada tra la bravata e la protesta contro i controlli stradali, ma che ha comunque compromesso il corretto funzionamento dell’impianto. Il blocco è stato scoperto dagli agenti della Polizia Locale di viale Mediterraneo, intervenuti per ripristinare l’operatività dell’autovelox e verificare quanto accaduto. Resta ora da chiarire chi abbia materialmente effettuato il sabotaggio e se vi siano elementi utili per risalire agli autori di un episodio che ha suscitato curiosità e commenti tra gli automobilisti della zona.
Ladispoli, autovelox sabotato sull’Aurelia: telecamere coperte con rifiuti e bottiglie di birra







