Ripartono i lavori per la riqualificazione delle case popolari del complesso Ater di viale Giorgio Morandi, nel quartiere di Tor Sapienza, a Roma. L’intervento, finanziato dalla Regione Lazio con un investimento di 15,7 milioni di euro, punta al recupero e alla valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha effettuato un sopralluogo del cantiere, insieme al vicepresidente della Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, agli assessori regionali alla Casa Pasquale Ciacciarelli e al Patrimonio Fabrizio Ghera, accompagnati dal commissario straordinario di Ater Roma, Orazio Campo, e dal direttore generale Ater Roma, Marco Rocchi. Il cantiere per la riqualificazione della corte interna del complesso edilizio di viale Giorgio Morandi, che prevede la demolizione dei due fabbricati originariamente realizzati per uso commerciale ma che nel tempo sono stati interessati da continue occupazioni abusive e da fenomeni di illegalità diffusa, ha avuto origine con la precedente amministrazione dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater). L’intervento ha tuttavia subito sin da subito una battuta d’arresto a seguito dello stop disposto dalla Sovrintendenza capitolina e del conseguente necessario intervento dell’attuale amministrazione Ater per chiarire le criticità emerse. “Era un’area degradata. Anni fa erano stati promessi interventi che però non si erano mai realizzati. Oggi abbiamo superato tutti i vincoli e i lavori sono finalmente partiti. Quest’area, che interessa circa 500 famiglie, sarà completamente riqualificata: verranno realizzati un parco giochi e un’area verde dedicata ai bambini. L’obiettivo è garantire condizioni abitative dignitose. È una delle promesse che avevamo fatto e che stiamo mantenendo”, ha dichiarato il presidente Francesco Rocca. Anche l’assessore Pasquale Ciacciarelli ha sottolineato che si tratta di un finanziamento “atteso da tantissimi anni dai cittadini di un contesto sociale e abitativo così complesso, che aveva bisogno di risposte serie e concrete. Oggi abbiamo avviato la demolizione dei manufatti al centro della piazza per dare inizio alla realizzazione di un grande giardino all’aperto, con aree verdi e spazi gioco fruibili dai cittadini. Ma soprattutto è partita una più ampia attività di riqualificazione dell’intero complesso. La Regione Lazio ha stanziato oltre 15,5 milioni di euro per riqualificare una parte importante della città di Roma e restituire dignità alle persone che vi abitano”, ha concluso Ciacciarelli. “È un intervento promesso ai cittadini. Si parte con la demolizione del blocco centrale e poi si procederà sugli appartamenti e sugli immobili per dare un segnale importante alle periferie di Roma – ha affermato l’assessore Fabrizio Ghera -. Seguiranno altri interventi al Quarticciolo ed è fondamentale che la Giunta regionale abbia finanziato queste iniziative per offrire un sostegno concreto ai cittadini delle periferie romane”. Il primo progetto di demolizione dei corpi centrali del complesso di Tor Sapienza, finanziato dalla Regione Lazio per un importo di circa 2 milioni di euro, era stato infatti avviato in via d’urgenza in assenza delle necessarie autorizzazioni, nonostante gli edifici fossero sottoposti a tutela da parte della Sovrintendenza Capitolina in quanto inseriti nella Carta della Qualità. L’attuale dirigenza di Ater Roma ha quindi lavorato fin da subito per consentire la ripresa dell’intervento nel pieno rispetto della normativa vigente. Tale attività ha portato, nel 2024, alla cancellazione dei due edifici interessati dalla Carta della Qualità e, conseguentemente, all’eliminazione del vincolo urbanistico che ne impediva la demolizione. Ciò ha reso possibile la riprogettazione dell’intervento di concerto con la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma del Ministero della Cultura e la definizione di una nuova visione per la corte centrale del lotto, finalizzata a restituire ai residenti uno spazio più sicuro, vivibile e pienamente fruibile. Secondo quanto riferisce la Regione Lazio, grazie al costante confronto avviato dall’attuale amministrazione Ater con la Sovrintendenza Capitolina, e soprattutto grazie all’importante investimento dell’odierna amministrazione regionale, che ha destinato ad Ater Roma ulteriori 15,7 milioni di euro, è oggi possibile dare piena attuazione al programma di riqualificazione del complesso di Tor Sapienza. Le risorse stanziate prevedono, in particolare, 13,5 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli edifici ad uso residenziale costituiti da oltre 500 alloggi e 2,2 milioni di euro per la demolizione delle stecche centrali non residenziali e la realizzazione della nuova corte centrale, che sarà trasformata in un parco urbano a servizio dei circa 3.000 abitanti del lotto. Tra gli elementi qualificanti dell’opera avviata da Ater Roma vi è la particolare attenzione alla gestione e al recupero dei materiali derivanti dalle demolizioni, nell’ottica della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Nel corso del sopralluogo il governatore Francesco Rocca e le altre istituzioni presenti hanno potuto visitare il cantiere e assistere alle operazioni di demolizione di uno dei due edifici centrali. “Dopo anni di attese e criticità, il complesso di Tor Sapienza si avvia verso una nuova fase della sua storia – ha dichiarato Rocca -. La trasformazione della corte centrale in un parco urbano e la riqualificazione degli edifici residenziali rappresentano un segnale tangibile di attenzione verso il territorio e i suoi abitanti, restituendo alla comunità spazi più sicuri e decorosi”. Soddisfazione anche da parte del deputato Fabio Rampelli: “Detto, fatto: sono iniziati i lavori di demolizione. Questo complesso diventerà un esempio per Tor Sapienza perché non sarà riqualificata soltanto l’area verde, che verrà attrezzata con campi sportivi e aree gioco per i bambini. Restano inoltre il centro anziani e il campo di bocce, che saranno ristrutturati. Verranno anche riqualificati gli appartamenti, molti dei quali in condizioni di degrado. Questo progetto potrebbe diventare un modello per le periferie di Roma”.







