giovedì, Giugno 25, 2026

Vertice E5 a Berlino: i leader blindano il sostegno a Kiev: “Più responsabilità europea nella Nato”

Il Vertice E5 a Berlino: I leader di Germania (Merz), Italia (Meloni), Francia (Macron), Polonia (Tusk) e Regno Unito (Starmer) si sono riuniti alla Cancelleria tedesca per riaffermare la totale unità transatlantica ed europea. Tra i temi caldi: l’aumento della spesa per la difesa (la Germania punta al 3,5%), l’impegno italiano per la resilienza energetica ucraina e la preparazione del prossimo vertice NATO ad Ankara, dove sul tavolo potrebbe esserci un pacchetto di aiuti da 70 miliardi di dollari all’anno. La controffensiva aerea di Kiev: I servizi di sicurezza ucraini (SBU) e il presidente Zelensky hanno confermato il successo di diversi attacchi mirati in profondità. In Crimea sono stati colpiti gli aeroporti militari di Saki e Gvardeyskoy e i sistemi di difesa S-400 e Pantsir-S1 a Kerch, intaccando il controllo russo dello spazio aereo sulla penisola. Colpiti anche una sottostazione elettrica a Sebastopoli, un arsenale da 60 mila tonnellate di munizioni nei pressi di San Pietroburgo e impianti di gas ed elio a Orenburg. Crisi energetica e infrastrutturale in Russia: I continui raid ucraini contro le raffinerie stanno logorando l’economia russa. La raffineria di Mosca rimarrà fuori servizio per almeno sei mesi, e l’amministratore delegato di Rosneft, Sechin, ha ammesso “danni senza precedenti”. Di conseguenza, ben 20 regioni russe hanno introdotto il razionamento ufficiale di benzina e gasolio. Parallelamente, la carenza di elettricità e gli alti costi di finanziamento hanno costretto la Russia a bloccare 38 progetti di data center destinati allo sviluppo dell’IA nazionale. Le risposte diplomatiche di Mosca: Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha gelato le ipotesi di un congelamento del conflitto, dicendo “no a una tregua sulla linea del fronte” e accusando gli Stati Uniti di fornire assistenza diretta nei puntamenti dei droni ucraini. Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha invece dichiarato che, in un quadro di totale erosione delle relazioni internazionali, solo la “deterrenza nucleare” sta preservando il mondo da un conflitto globale. La Slovacchia non destinerà fondi di bilancio agli aiuti militari all’Ucraina e non parteciperà quindi al nuovo pacchetto di aiuti finanziari da 70 miliardi di euro della Nato destinati a Kiev: lo ha dichiarato il premier slovacco, Robert Fico.
“Seguo con grande preoccupazione i preparativi per il vertice Nato di Ankara. Il vertice si terrà nella prima settimana di luglio e sento che si vuole nuovamente raccogliere fondi per l’Ucraina. Si parla di 70 miliardi di euro per sostenere la guerra in Ucraina. Lo dico pubblicamente per la prima volta: farò tutto il possibile affinché la Slovacchia non partecipi ai prestiti militari per l’Ucraina. Siamo pronti a fornire assistenza umanitaria all’Ucraina… Ma la Slovacchia non darà all’Ucraina soldi per armi e guerra dal proprio bilancio”.

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