domenica, Giugno 28, 2026

Accordo Israele-Libano, leader Hezbollah: “Umiliante”. Katz: “No ritiro fino a disarmo terroristi”

“Umiliante, vergognoso, una rinuncia alla sovranità”. Così Naim Qassem, leader di Hezbollah, parla all’indomani dell’accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington al termine del quinto round di negoziati. “Questo accordo è nullo e le disposizioni del memorandum d’intesa iraniano-americano devono essere attuate”, ha incalzato, accusando le autorità di Beirut per quello che considera un “errore grave”. “Continueremo – ha continuato il leader di Hezbollah – con la resistenza sul campo per sconfiggere l’occupazione. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo”, ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera. E ancora: “Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse”. Le autorità di Beirut, ha affermato secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, legittimano “l’occupazione” israeliana “per molti anni a venire”. E, ha avvertito, “questo potrebbe persino portare all’annessione di territori” da parte di Israele. Naim Qassem ha poi sostenuto che Hezbollah è “pronto a cooperare” in nome della “sovranità del Libano”, per la “liberazione della sua terra e l’espulsione dell’occupante israeliano”. “Utilizzeremo tutti i mezzi necessari ed eserciteremo pressioni a livello arabo e internazionale per costringere” Israele “a rispettare la prima disposizione del memorandum d’intesa (tra Iran e Usa) e a ritirarsi dal Libano”, ha incalzato. Centinaia di sostenitori di Hezbollah – ha reso noto l’agenzia di stampa libanese – sono scesi la notte scorsa nelle strade di Beirut per protestare contro l’accordo. I manifestanti hanno attraversato la capitale a bordo di motociclette, concentrandosi nella zona vicino al Parlamento e lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri, in una dimostrazione di forza contro l’accordo. Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha definito l’intesa un “regalo al nemico israeliano” avvertendo del rischio che la sua attuazione porti alla guerra civile. Ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di “negoziare con sé stesso” e ha puntato il dito contro il sistema politico libanese, definendolo privo di “legittimità costituzionale e nazionale”. La resistenza, ha quindi ammonito, “si opporrà a qualsiasi tentativo di danneggiarla” e continuerà a conservare le proprie armi. Nel frattempo, i militari israeliani hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo prendendo di mira “sospetti terroristi” nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano, all’indomani dell’accordo quadro tra Libano e Israele. Lo riferisce l’agenzia Afp. Una portavoce militare ha spiegato all’Afp che l’operazione ha preso di mira “sospetti terroristi che costituivano una minaccia per i soldati delle Idf”. In precedenza l’agenzia libanese Nna aveva denunciato un raid di un drone israeliano nella zona di Nabatiye. “Il principio cruciale stabilito nell’accordo” quadro Libano-Israele-Usa annunciato ieri a Washington “è che non ci sarà nessun ritiro fino al disarmo dell’organizzazione terroristica di Hezbollah in tutto il Libano”. Si è espresso così il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, in dichiarazioni riportate dal giornale israeliano The Times of Israel in cui ha parlato dell’intesa, che considera “storica”, sostenendo che “potrebbe, per la prima volta da decenni, plasmare una realtà nuova e più sicura lungo il confine settentrionale” di Israele “e in Libano” e che rappresenta un “colpo strategico per l’asse iraniano”. “La vera prova sarà l’attuazione dell’accordo e si prevedono ancora molte sfide”, ha aggiunto, affermando di aver dato disposizioni ai militari affinché “si preparino a una permanenza prolungata nella zona di sicurezza e prendano le misure necessarie per proteggere i soldati delle Idf e rimuovere le minacce per le comunità nel nord” di Israele. “L’Iran ha tentato di costringere Israele a ritirarsi dal Libano con minacce e pressioni sugli Stati Uniti e ha fallito”, ha detto Katz, con un nuovo monito per Teheran. “Se l’Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l’attuazione dell’accordo – ha affermato – interverremo con grande forza” contro la Repubblica islamica.

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