Proseguono senza sosta le ricerche di Shahadat Hossain, il 43enne di origine bengalese accusato del triplice omicidio avvenuto nel quartiere di Casalotti, alla periferia ovest di Roma. A distanza di giorni dalla strage che ha sconvolto la Capitale, la polizia ha intensificato le operazioni per rintracciare l’uomo, impiegando anche droni e unità cinofile con cani molecolari nel tentativo di individuare ogni possibile traccia del fuggitivo. Gli investigatori non escludono che il 43enne possa essersi nascosto proprio nelle vicinanze del quartiere dove si è consumato il massacro e per questo le ricerche si stanno concentrando in particolare nelle aree verdi, nei terreni incolti e nelle zone periferiche tra Casalotti e i quartieri limitrofi. Parallelamente, sono state vagliate oltre settanta segnalazioni arrivate da tutta Italia, molte delle quali si sono però rivelate prive di riscontri concreti. Nel frattempo prosegue il lavoro degli inquirenti per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. È stato già ascoltato dagli investigatori il fratello dell’uomo ricercato, mentre l’unico superstite della strage, Kamal Uddin, resta ricoverato al Policlinico Gemelli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico. Le sue condizioni continuano a richiedere la massima attenzione da parte dei medici e, per ragioni di sicurezza, l’uomo è attualmente sottoposto a un regime di protezione. Nelle prossime ore verrà inoltre conferito l’incarico per eseguire le autopsie sui corpi di Kamal Uddin, della moglie Arzu, 38 anni, e della piccola Alicia. Gli esami autoptici potrebbero fornire elementi importanti per chiarire la dinamica della strage e definire con precisione la successione degli eventi. Intanto, a Casalotti il dolore non si attenua. Il quartiere è ancora sotto shock per quanto accaduto e si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti della famiglia colpita dalla tragedia. Per la serata del 30 giugno è stata organizzata una fiaccolata in piazza Ormea, un momento di raccoglimento e vicinanza al quale prenderanno parte residenti, associazioni e rappresentanti della comunità bengalese. Accanto alla mobilitazione spontanea dei cittadini sono già partite anche diverse raccolte fondi per sostenere i familiari delle vittime e l’unico sopravvissuto. Un’intera comunità si è stretta nel dolore, mentre Roma continua ad attendere una risposta all’interrogativo che tiene tutti con il fiato sospeso: dove si nasconde Shahadat Hossain.







