Il rischio di un depotenziamento della postazione ARES 118 di Via dei Tassi ad Ardea riaccende il dibattito sulla tenuta del sistema di emergenza sanitaria sul litorale romano meridionale, soprattutto in vista dei mesi estivi, quando la popolazione del territorio cresce in modo esponenziale per la presenza dei turisti e dei residenti stagionali. Al centro della preoccupazione c’è la possibile riduzione del livello operativo del servizio, che secondo le segnalazioni non garantirebbe più la piena disponibilità dell’automedica h24, ma verrebbe ricondotto a una copertura infermieristica, con inevitabili ripercussioni sulla tempestività degli interventi più gravi. La postazione di Via dei Tassi non rappresenta infatti un presidio limitato al solo comune di Ardea, ma un nodo strategico che serve un bacino molto più ampio, comprendente anche i territori di Pomezia, Anzio, Nettuno e Aprilia, aree caratterizzate da forte densità abitativa e da una significativa pressione nei periodi di alta stagione. In questo contesto, la capacità di risposta delle unità di soccorso è già messa alla prova da una viabilità complessa, segnata dalla congestione del traffico costiero e dalle criticità croniche della Strada Statale 148 Pontina, che spesso rallenta in modo determinante i tempi di arrivo sui luoghi delle emergenze. Particolarmente delicato lo scenario nei casi di “codice rosso”, come arresti cardiaci o traumi gravi da incidente stradale, dove la rapidità di intervento può risultare decisiva. In queste situazioni, il possibile ridimensionamento del servizio viene considerato dagli operatori del settore come un fattore di rischio ulteriore, in grado di compromettere la catena dei soccorsi e incidere in modo diretto sugli esiti clinici dei pazienti. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni regionali e al Sindaco di Ardea, chiamato a intervenire in qualità di autorità sanitaria locale e responsabile della Protezione Civile sul territorio. La richiesta è quella di verificare con urgenza la reale portata del piano di riorganizzazione, chiedendo chiarimenti formali alla Regione Lazio e assicurando alla cittadinanza un quadro trasparente sulle prospettive del servizio, in un periodo dell’anno che si preannuncia particolarmente critico per la gestione delle emergenze.







