venerdì, Luglio 3, 2026

Ladispoli, l’allarme sul consumo di suolo: “Gli alberi e i prati sono infrastrutture naturali, il cemento altera il clima”

«L’albero è un amico, anzi dovrebbe essere tra i migliori amici dell’uomo. Invece è spesso vituperato, violentato con potature sbagliate e abbattuto per lasciare spazio a nuovi edifici». È da queste parole che si sviluppa una riflessione più ampia sul consumo di suolo e sulla progressiva riduzione delle aree verdi nel territorio di Ladispoli, dove cresce la preoccupazione per gli effetti dell’urbanizzazione e della cementificazione. Al centro dell’analisi c’è il ruolo del verde urbano e delle superfici erbose, considerate non semplici elementi decorativi ma veri e propri regolatori ambientali. «Oppure si cementificano aree che prima erano distese erbose, che è uno dei danni più sottovalutati: l’erba fa evaporare acqua, fa ombra, riflette il sole», viene sottolineato, evidenziando come la sostituzione del suolo naturale con superfici impermeabili abbia conseguenze dirette sul microclima urbano. Il cemento, infatti, tende ad accumulare calore durante il giorno e a rilasciarlo nelle ore notturne, contribuendo all’aumento delle temperature nelle aree urbanizzate. In questo contesto viene richiamato anche il ruolo del suolo naturale nella gestione delle acque meteoriche: «Un ettaro di prato rimosso equivale a togliere il raffrescamento di 100 condizionatori. Il terreno erboso assorbe il 70-80% della pioggia, le radici la trattengono e la filtrano lentamente nella falda». L’attenzione si concentra anche sul fenomeno delle cosiddette “bombe d’acqua”, sempre più frequenti secondo questa lettura, spesso aggravate dalla riduzione della capacità del terreno di assorbire le precipitazioni. «Quello che chiamiamo bombe d’acqua è spesso dovuto solo al suolo che non assorbe più», viene osservato, collegando l’aumento degli eventi estremi alla trasformazione del territorio. Il prato viene così descritto come un vero ecosistema complesso, composto da microrganismi, insetti e fauna minore, fondamentale per l’equilibrio ambientale. «Il cemento li seppellisce vivi. Il prato naturale è un’infrastruttura: regola il clima, gestisce l’acqua, pulisce l’aria, costa zero». Il riferimento critico alla recente espansione di capannoni lungo la via Aurelia si inserisce in questo quadro più ampio di preoccupazione per la perdita progressiva di suolo verde e permeabile nel territorio ladispolano.

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