sabato, Luglio 4, 2026

Leone XIV oggi a Lampedusa sfida il presidente Trump: “Gli immigrati sono la forza degli Stati Uniti”

Mentre negli Stati Uniti si celebrano i 250 anni dell’Independence Day tra parate e fuochi d’artificio, Papa Leone XIV ha scelto di trascorrere questa giornata a Lampedusa, la frontiera del Mediterraneo e simbolo dell’accoglienza e delle migrazioni. Una coincidenza dal forte valore simbolico e politico, resa ancora più significativa dalle parole pronunciate dal Pontefice alla vigilia della partenza: «Gli immigrati hanno plasmato il futuro degli Stati Uniti». Un richiamo alla storia di una nazione costruita da generazioni di uomini e donne arrivati da ogni parte del mondo e, al tempo stesso, un messaggio che accompagna la visita pastorale nell’isola siciliana, da anni al centro delle rotte migratorie e delle tragedie del mare. Il volo papale è decollato alle 7.45 dall’aeroporto di Ciampino, con arrivo previsto alle 9 nello scalo di Lampedusa, dove ad accoglierlo a nome del governo italiano sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che parteciperà anche alla Santa Messa, momento centrale della giornata. L’intera visita è stata concepita come un pellegrinaggio nella terra che più di ogni altra rappresenta il dramma e la speranza di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà. «Fra una popolazione che ha saputo accogliere i migranti, chi fugge da guerre, violenze e carestie, nello stile del Samaritano, curando le ferite e rifocillandoli», ha sottolineato l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, spiegando il senso della presenza del Papa sull’isola. La prima tappa sarà il cimitero di Lampedusa, dove Leone XIV deporrà un omaggio floreale sulle tombe delle vittime delle traversate nel Mediterraneo. Un momento privato e profondamente toccante. «Sarà un momento per dare una carezza a uomini, donne e bambini, dove è finito il loro viaggio. Lì si sono infrante le speranze del domani», ha spiegato l’arcivescovo. Successivamente il Pontefice si recherà alla Porta d’Europa, il monumento divenuto negli anni il simbolo della tragedia migratoria, e quindi al Molo Favaloro, luogo degli sbarchi e dei soccorsi, dove benedirà la targa che intitola il molo a Papa Francesco, in un ideale passaggio di testimone con il suo predecessore. Leone XIV incontrerà inoltre alcuni migranti presenti sull’isola, confermando ancora una volta la volontà di dare un volto e una storia a persone troppo spesso trasformate in numeri e statistiche. Alle 10.30 è prevista la celebrazione eucaristica nello stadio Arena, che per l’occasione si trasformerà in una grande cattedrale a cielo aperto, un tempio senza mura capace di accogliere simbolicamente l’intera umanità in cammino. Sul palco sarà esposta l’immagine della Madonna di Portosalvo, protettrice dei pescatori e di quanti affrontano il mare. Al termine della Messa, il Papa saluterà bambini malati, autorità e volontari. La visita odierna richiama inevitabilmente quella compiuta da Papa Francesco l’8 luglio 2013, il suo primo viaggio da Pontefice, quando da Lampedusa lanciò il suo appello contro la «globalizzazione dell’indifferenza». «È la seconda visita di un Pontefice a Lampedusa», ha ricordato monsignor Damiano. «Entrambe legate dallo stesso filo conduttore: l’attenzione a un popolo in cammino. I migranti hanno una storia, relazioni, affetti che hanno dovuto abbandonare bruscamente. I migranti vanno guardati negli occhi». Nel giorno in cui l’America celebra la propria indipendenza, il Papa statunitense sceglie dunque di essere nella terra dell’accoglienza, su una delle frontiere più dolorose del nostro tempo, trasformando la sua presenza a Lampedusa in un messaggio universale di memoria, solidarietà e umanità.

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