I divieti non bastano a fermare chi continua a sfidare il rischio. Anche nell’ultimo fine settimana decine di giovani hanno raggiunto il promontorio dell’Arco Muto, ad Anzio, arrampicandosi fino alla sommità per poi lanciarsi in mare, nonostante l’area sia interdetta per motivi di sicurezza. Una scena che continua a ripetersi con preoccupante regolarità e che riaccende i riflettori su uno dei punti più delicati del litorale, dove il pericolo di crolli è stato più volte segnalato dalle autorità competenti. Da tempo il Comune di Anzio e la Capitaneria di Porto hanno emanato specifici provvedimenti di divieto, vietando sia l’accesso sia la balneazione nelle immediate vicinanze del promontorio. Le ordinanze sono state adottate dopo che una parte dell’Arco Muto si è già distaccata dalla falesia, rendendo concreto il rischio di un ulteriore cedimento della struttura rocciosa. Proprio per questo la Capitaneria ha delimitato lo specchio d’acqua sottostante, vietando la balneazione nell’area interessata per tutelare l’incolumità dei bagnanti. Nonostante ciò, anche oggi numerosi ragazzi hanno ignorato i divieti, raggiungendo la sommità della falesia e tuffandosi in mare davanti agli occhi dei presenti. Un comportamento che espone non solo chi si lancia dall’alto, ma anche le persone che si trovano in acqua o nelle vicinanze del promontorio, dove un eventuale distacco di massi potrebbe avere conseguenze gravissime. L’episodio conferma quanto sia difficile far rispettare i provvedimenti di sicurezza in uno dei luoghi simbolo della costa di Anzio, meta ogni estate di centinaia di bagnanti e curiosi. Le autorità continuano a richiamare alla massima prudenza, ribadendo che i divieti non rappresentano un semplice adempimento burocratico, ma sono stati adottati per prevenire incidenti e salvaguardare la sicurezza pubblica in un’area caratterizzata da un elevato rischio geomorfologico.







