martedì, Luglio 7, 2026

Santa Marinella, dissequestro parziale per il Pura Vida: riaprono chiosco e lettini, ma resta il nodo delle aree bloccate

Un sospiro di sollievo solo a metà per lo stabilimento balneare “Pura Vida” di Santa Marinella. La Capitaneria di porto, su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, ha eseguito il dissequestro parziale della struttura, consentendo una ripresa dell’attività proprio nel pieno della stagione estiva. Il provvedimento ha permesso la riapertura immediata del chiosco e l’utilizzo dei lettini da parte dei clienti, evitando il blocco totale dell’attività e le pesanti conseguenze economiche che ne sarebbero derivate. Restano però sotto sequestro le zone d’ombra comuni e l’area destinata ai mezzi di primo soccorso, una limitazione che continua a incidere sull’organizzazione dello stabilimento e mantiene aperto il confronto sul futuro della concessione. Il ritorno parziale alla normalità non ha cancellato la preoccupazione della proprietà. Il titolare Federico Filosini ha espresso infatti amarezza e incredulità per una situazione che definisce difficile da comprendere. «Siamo felici che il pubblico ministero ci abbia dato la possibilità di lavorare, perché un blocco totale avrebbe lasciato un’intera famiglia senza lavoro, con tutte le conseguenze del caso. Allo stesso tempo, però, rimaniamo sbalorditi: non riusciamo a capire il motivo del perdurare del sequestro». Al centro delle contestazioni dell’imprenditore c’è la convinzione di aver seguito correttamente ogni passaggio amministrativo. «I nostri documenti sono stati regolarmente rilasciati dagli uffici comunali, con tanto di bollettini pagati e oneri statali versati. Un imprenditore cosa deve fare per essere in regola? Non posso credere che chi firma licenze legittime in Comune possa poi essere chiamato a rispondere». La vicenda del Pura Vida riporta così sotto i riflettori una delle questioni più delicate del litorale laziale: il rapporto tra autorizzazioni amministrative, gestione del demanio marittimo e controlli dell’autorità giudiziaria. Un equilibrio complesso, dove gli atti rilasciati dagli enti locali possono entrare in contrasto con le verifiche legate alle normative paesaggistiche e al Codice della Navigazione. La difesa della proprietà punta ora a valorizzare la documentazione prodotta e la buona fede dell’attività, con l’obiettivo di arrivare al dissequestro totale della struttura e chiudere una vicenda che, al momento, consente di lavorare ma lascia ancora molte incertezze sul futuro.

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