Prima gli accertamenti radiologici, poi a seguire le autopsie sui corpi delle vittime del triplice omicidio di Casalotti. Esami fondamentali quelli della Sezione di Medicina Legale dell’Università Cattolica per la Procura di Roma, per capire l’esatto orario del decesso e i colpi fatali inferti con la mannaia dal principale sospettato, Shahadat Hossain. Il 43enne di origini bengalesi è ricercato e in fuga dalla sera del 26 giugno. Il sospetto di un’ossessione dell’uomo per Jahan, o forse di più, una relazione tra il presunto assassino e la donna, uccisa senza pietà insieme alla figlia di appena 8 anni. Poi, al rientro nella sua abitazione in via Montiglio, l’aggressione mortale al marito di lei, Kamal. Un’intera famiglia di connazionali cancellata. L’unico sopravvissuto alla mattanza, il primogenito della coppia, un 20enne, è fuori dalla terapia intensiva, ricoverato sempre al Gemelli e sorvegliato dalla Polizia. Ha incontrato i pochi parenti che gli sono rimasti in Italia, mentre chi gli ha tolto tutto ha fatto perdere le proprie tracce. Il sospetto di una fuga studiata prima di colpire. Il sostegno di qualche complice. La possibilità che Hossain si sia dileguato a bordo di un autobus, quando stazioni ferroviarie e aeroporti avevano già la sua foto segnaletica.







