sabato, Luglio 11, 2026

Consorzio sociale, corsa contro il tempo a Cerveteri: rischio di perdere i fondi regionali, scontro politico in aula

Mancano pochi giorni alla scadenza fissata dalla Regione Lazio e a Cerveteri cresce la tensione sul futuro del Consorzio Sociale dell’Etruria Meridionale. Entro il 20 luglio il Consiglio comunale dovrà approvare lo Statuto e il regolamento necessari alla costituzione del nuovo organismo sovracomunale con Ladispoli. In caso contrario, gli 80 mila euro stanziati dalla Regione per l’avvio del Consorzio potrebbero andare perduti, con il rischio di compromettere un progetto considerato strategico per la gestione associata dei servizi sociali destinati a circa 80 mila cittadini. A lanciare l’allarme è l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Ladispoli, Gabriele Fargnoli, ricordando come il Consiglio comunale della città balneare abbia già approvato da tempo tutta la documentazione necessaria. Per questo, secondo Fargnoli, eventuali ritardi sarebbero attribuibili esclusivamente a Cerveteri e alle difficoltà interne alla maggioranza guidata dal sindaco Elena Gubetti. Sulla vicenda interviene anche il movimento civico Unione dei Valori, secondo cui «il tempo delle scuse è scaduto». Il movimento propone la convocazione di un Consiglio comunale permanente a oltranza fino all’approvazione degli atti, l’istituzione di un garante civico del Consorzio e la sottoscrizione di una convenzione ponte tra Cerveteri e Ladispoli che consenta, nelle more della costituzione dell’ente, di condividere graduatorie e servizi d’emergenza, evitando qualsiasi interruzione delle prestazioni rivolte alle fasce più fragili della popolazione. Di fronte alle critiche, il sindaco Elena Gubetti respinge ogni accusa e rilancia, assicurando che l’amministrazione è pronta a portare il provvedimento in aula. «Noi siamo pronti ad approvare il Consorzio. Chi blocca l’atto ne risponderà davanti ai cittadini», afferma il primo cittadino, ricostruendo l’iter amministrativo degli ultimi mesi. Secondo Gubetti, il testo era già pronto dallo scorso dicembre, dopo il passaggio nelle commissioni consiliari competenti, ma il percorso si sarebbe allungato per consentire ulteriori approfondimenti richiesti sia da consiglieri di maggioranza sia dalle opposizioni. Il sindaco ricorda il Consiglio comunale aperto dedicato al tema e le successive commissioni congiunte, alle quali ha preso parte anche il Segretario generale, sostenendo che durante il confronto non sarebbero emerse reali criticità tecniche. «L’unica richiesta avanzata dall’opposizione è stata sapere se ci fosse spazio per un loro rappresentante nel Consiglio di amministrazione del Consorzio», sostiene Gubetti, definendo quella posizione «profondamente irritante» e accusando le minoranze di cercare pretesti per rinviare l’approvazione. Il primo cittadino evidenzia inoltre come lo Statuto sia uno strumento modificabile anche dopo la nascita del Consorzio e lancia una proposta di mediazione: approvare subito l’atto e istituire successivamente una commissione speciale congiunta tra i consiglieri di Cerveteri e Ladispoli per seguire passo dopo passo la fase di avvio del nuovo organismo e apportare eventuali modifiche condivise. «Chi vuole collaborare potrà contribuire concretamente al miglioramento del Consorzio. Chi invece continua a fare ostruzionismo non ha a cuore il futuro degli 80 mila cittadini dei nostri due comuni», afferma Gubetti, ricordando che il mancato rispetto della tempistica imposta dalla Regione comporterebbe la perdita del finanziamento destinato alla costituzione dell’ente. La vicenda arriva al culmine di un confronto che si trascina da mesi. Già a maggio, durante il Consiglio comunale aperto organizzato al Granarone, il mondo del Terzo settore e numerosi rappresentanti politici di Ladispoli avevano sollecitato un’accelerazione dell’iter, sottolineando l’importanza del Consorzio per garantire servizi sociali più efficienti e integrati. Da allora, però, il percorso si è nuovamente arenato tra richieste di approfondimento, polemiche politiche e accuse reciproche. Ora il tempo è agli sgoccioli: entro il 20 luglio il Consiglio comunale sarà chiamato a una decisione che potrebbe segnare il futuro dell’intero sistema dei servizi sociali del comprensorio.

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