La gestione del demanio marittimo torna al centro del dibattito politico a Ladispoli. I gruppi consiliari di opposizione Governo Civico, Ladispoli Attiva, Un nuovo inizio, Ladispoli Cambia e Progetto Ladispoli hanno acceso i riflettori sulla vicenda relativa a una concessione temporanea sul litorale, chiedendo maggiore trasparenza sulle procedure adottate dall’Amministrazione comunale e sulle motivazioni alla base del provvedimento. La questione si inserisce in un confronto già avviato nei mesi scorsi sulla progressiva riduzione degli spazi destinati alle spiagge libere attraverso ampliamenti temporanei e convenzioni. Già il 16 giugno 2025, infatti, il gruppo consiliare Governo Civico Ladispoli aveva presentato una domanda di attualità con la quale veniva chiesto all’Amministrazione di invertire quella che veniva definita una tendenza preoccupante e di garantire una maggiore tutela degli arenili a disposizione dei cittadini. A rendere ancora più delicata la vicenda, secondo le opposizioni, sarebbe il ruolo ricoperto dall’amministratore unico della società richiedente, che coincide con quello di Presidente del Consiglio comunale. Una situazione che, pur non configurando automaticamente un’irregolarità, viene ritenuta dai gruppi firmatari meritevole di particolare attenzione sotto il profilo dell’opportunità politica e della necessità di assicurare la massima trasparenza amministrativa. Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione consiliare finalizzata ad acquisire tutta la documentazione relativa alla concessione, così da verificare modalità, presupposti e motivazioni che hanno portato al rilascio dell’autorizzazione. Nel documento viene richiamata anche la deliberazione di Giunta comunale numero 73 del 28 aprile 2026, con la quale l’Amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Grando avrebbe stabilito che le concessioni temporanee devono mantenere un carattere eccezionale e non possono trasformarsi in aumenti permanenti delle superfici occupate o della capacità commerciale degli stabilimenti. Proprio alla luce di questi principi, le opposizioni chiedono di chiarire come siano stati applicati tali criteri nel caso specifico. Nel mirino anche il contesto territoriale nel quale ricade l’area interessata dal provvedimento, già oggetto in passato di attenzione pubblica e di ricostruzioni giornalistiche relative ad alcune proprietà riconducibili alla famiglia del primo cittadino. “Le spiagge libere rappresentano un bene comune – sottolineano i gruppi consiliari – e ogni scelta che ne riduca la disponibilità deve essere giustificata esclusivamente dall’interesse pubblico”. Le forze di opposizione lamentano inoltre il mancato intervento del delegato al Demanio Perretta, dal quale attendono chiarimenti sulla gestione del litorale e sulle scelte amministrative adottate. La richiesta è dunque quella di fare piena luce sull’intera vicenda, attraverso l’accesso agli atti e un confronto pubblico che consenta ai cittadini di conoscere nel dettaglio le decisioni assunte sul futuro delle spiagge cittadine. A firmare il documento sono stati Roberto Garau e Daniela Ciarlantini per Governo Civico, Martina Paoli e Gianfranco Marcucci per Ladispoli Attiva, Alessio Pascucci per Un nuovo inizio, Amelia Mollica Graziano per Ladispoli Cambia e Ferdinando Cervo per Progetto Ladispoli.
Ladispoli, concessioni sul litorale nel mirino dell’opposizione: “Serve chiarezza sulla riduzione delle spiagge libere”







