lunedì, Luglio 13, 2026

Ardea, il Tar dà ragione alla proprietaria: “La rampa era autorizzata, il Comune doveva cercare i documenti nei propri archivi”

ll Comune di Ardea non poteva dichiarare abusiva una rampa carrabile senza aver prima verificato la documentazione già in suo possesso. Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha accolto il ricorso di una cittadina di Ardea annullando il provvedimento con cui l’amministrazione comunale aveva contestato la regolarità dell’opera, ritenendo insufficiente la documentazione allegata alla pratica edilizia. La vicenda riguarda un immobile di via Capri, nel quartiere Nuova Florida, dove la proprietaria aveva presentato nel marzo 2015 una Denuncia di Inizio Attività (DIA) per regolarizzare alcuni interventi realizzati nel piano seminterrato dell’abitazione. Tra gli elementi oggetto della pratica figurava anche una rampa di accesso carrabile, che il Comune riteneva priva della necessaria autorizzazione. Secondo quanto emerso nel giudizio, la proprietaria non era riuscita a reperire la copia dell’autorizzazione rilasciata diversi anni prima dallo stesso Comune di Ardea. L’amministrazione aveva quindi ritenuto che l’assenza del documento fosse sufficiente per contestare la regolarità dell’opera, avviando il procedimento di annullamento della pratica edilizia. Una ricostruzione che il TAR ha però ritenuto illegittima. I giudici amministrativi hanno evidenziato come l’autorizzazione fosse stata effettivamente rilasciata dallo stesso Comune negli anni Novanta e che, prima di adottare un provvedimento sfavorevole nei confronti della cittadina, gli uffici avrebbero dovuto effettuare le necessarie verifiche consultando i propri archivi. Secondo il Tribunale, non poteva essere addossato alla proprietaria l’onere di produrre un documento formato e custodito dall’amministrazione stessa, soprattutto in presenza della concreta possibilità di rintracciarlo attraverso gli atti comunali. La sentenza richiama così il principio di collaborazione tra pubblica amministrazione e cittadini, ribadendo che gli enti pubblici sono tenuti a utilizzare la documentazione già disponibile nei propri archivi quando questa risulta determinante ai fini dell’istruttoria. Nel caso specifico, una semplice verifica interna avrebbe consentito di accertare la regolarità della rampa carrabile, evitando il contenzioso amministrativo. Con la decisione del TAR viene quindi annullato il provvedimento comunale impugnato dalla proprietaria, mentre il pronunciamento rappresenta un importante richiamo per le amministrazioni pubbliche affinché le verifiche istruttorie vengano svolte in maniera completa ed esaustiva prima dell’adozione di atti che incidono sulla posizione dei cittadini.

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