L’ennesimo episodio di violenza familiare registrato a Ladispoli riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e assistenza sul territorio. La vicenda che ha visto un bambino costretto a chiamare il 112 per chiedere aiuto e proteggere la madre dall’aggressione del padre viene indicata come un campanello d’allarme che non può essere archiviato soltanto come un fatto di cronaca, ma come il segnale di una problematica che riguarda anche la comunità locale e che richiede risposte concrete e strutturate. A intervenire sul tema è una riflessione politica che richiama le istituzioni alla necessità di superare la logica dell’emergenza e di investire maggiormente nella prevenzione, nella rete di sostegno alle vittime e nei servizi territoriali. “Ogni volta si parla di emergenza, di tragedia sfiorata, di solidarietà e vicinanza alle vittime. Poi, però, tutto torna come prima. E la prevenzione continua a essere la grande assente”, viene sottolineato nell’appello, che evidenzia il ruolo fondamentale svolto quotidianamente da operatrici e associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Realtà che, spesso con risorse limitate, garantiscono ascolto, accompagnamento e percorsi di uscita dalla violenza, ma che secondo la denuncia necessitano di maggiore sostegno economico e organizzativo. Nel mirino finisce la necessità di una rete più capillare e stabile, con il coinvolgimento diretto dell’Amministrazione comunale, della ASL Roma 4 e della Regione Lazio. La richiesta è quella di superare interventi occasionali e di costruire un sistema permanente attraverso finanziamenti adeguati, personale qualificato, maggiore presenza sul territorio e campagne continue di sensibilizzazione rivolte ai cittadini. Particolare attenzione viene posta anche sul funzionamento degli sportelli antiviolenza, considerati strumenti fondamentali per chi cerca aiuto in situazioni di difficoltà. “La violenza non segue il calendario amministrativo”, è il richiamo lanciato, sottolineando come una donna in pericolo non possa essere costretta ad attendere giorni e orari prestabiliti per trovare ascolto e protezione. L’appello chiede quindi un cambio di passo nelle politiche locali, con servizi capaci di rispondere tempestivamente alle richieste di aiuto e con un impegno condiviso da tutte le istituzioni affinché la prevenzione diventi una priorità concreta e non soltanto una risposta successiva alle tragedie.
Ladispoli, violenza sulle donne: l’appello della politica “Basta emergenze, servono prevenzione e sostegno strutturale”







