Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna sul caso di Fakir Abderrahim, morto ieri al Pilastro, in via Svevo. Si tratta di quattro operatori dell’ambulanza e dei due poliziotti intervenuti, del commissariato Bolognina Pontevecchio. Si procede per il reato di omicidio colposo, anche in vista degli accertamenti che saranno disposti. Non sono invece iscritti altri cittadini che si vedono nella scena, nel filmato girato da un residente. Gli accertamenti che la Procura di Bologna ha avviato “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”. Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, “saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”, scrivono ancora gli inquirenti. Sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna sul caso di Fakir Abderrahim, morto ieri al Pilastro, in via Svevo. Si tratta di quattro operatori dell’ambulanza e dei due poliziotti intervenuti, del commissariato Bolognina Pontevecchio. Si procede per il reato di omicidio colposo, anche in vista degli accertamenti che saranno disposti. Non sono invece iscritti altri cittadini che si vedono nella scena, nel filmato girato da un residente. Gli accertamenti che la Procura di Bologna ha avviato “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”. Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, “saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”, scrivono ancora gli inquirenti.
Morto ammanettato, applicata la nuova norma sullo “scudo” per gli agenti







