martedì, Luglio 21, 2026

“Ci hanno tolto la socialità che per noi è vita”

Una trentina di anziani del Centro Aurelio Apolloni di Bracciano. Ci aspettano con mini ventilatori e ventagli nella bollente sede provvisoria che è stata loro assegnata dal Comune. Da marzo scorso il locale che da oltre 40 anni li accoglieva, l’Ospedale Vecchio, è tornato nella disponibilità della Asl che nello stabile ospiterà la facoltà di infermieristica. L’Archivio storico della cittadina lacustre, dove da mesi si incontrano, nella ztl, scomodo da raggiungere, in salita; angusto, pieno di muffe, senza aria condizionata né riscaldamento. Oltre 400 persone che si sono perse per strada, che restano a casa, perché quei locali non possono raggiungerli e le attività, una volta organizzate in spazi grandi, sono state sospese. Non fanno più teatro, ginnastica, non possono più ballare. E il locale, tra l’altro, non è a uso esclusivo. Quindi, in concomitanza con altre manifestazioni, sono costretti a spostarsi altrove. “Siamo come pacchi postali, abbandonati e non considerati”, ci dicono in tanti. Il sindaco Crocicchi ha spiegato che è già stata individuata una sede più idonea e che a giorni sarà pubblicato il bando per l’assegnazione dei due Centri Anziani il cui affidamento è scaduto. Intanto si perdono relazioni e l’isolamento aumenta. “Ci hanno tolto, quella che per noi era una famiglia; ci hanno tolto la socialità che per noi è vita”, raccontano disperati gli anziani di Bracciano.

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