martedì, Luglio 21, 2026

Morte di Fakir a Bologna, coro “assassini” e scontri tra agenti e manifestanti. Auto in fiamme in centro

Tensione tra manifestanti e polizia in tenuta antisommossa, venuti a contatto davanti alla prefettura di Bologna dove una folla si è radunata per protesta dopo che ieri il 42enne Abderrahim Fakir è morto in zona Pilastro durante un intervento della Polizia. Diversi i momenti di tensione con i due schieramenti venuti a contatto. Cori contro gli “assassini”, ma anche lancio di oggetti verso il cordone della Polizia. È stato quindi attivato l’idrante e sono stati usati lacrimogeni, gli agenti sono avanzati di qualche metro. Dopo le prime tensioni, si sono poi verificati nuovi lanci di oggetti tra cui anche petardi. La polizia ha attivato a più riprese l’idrante e utilizzato nuovamente lacrimogeni, avanzando per allontanare i manifestanti dall’area davanti alla prefettura. Dopo aver arretrato dall’area davanti alla prefettura, i manifestanti si sono posizionati in un tratto di strada che la collega a via Ugo Bassi. È stata piazzata una sorta di barricata, composta da oggetti, tra cui biciclette e una rete di metallo. Si sono registrati altri lanci di oggetti, come bottiglie di vetro, con nuove attivazione dell’idrante e uso di altri lacrimogeni. I vigili del fuoco sono poi intervenuti in centro a Bologna, all’angolo tra via Bassi e via Venezian, per via di un’auto a fuoco. Camionette e agenti della polizia presenti in piazza Roosevelt, di fronte alla prefettura. Finora risultano in totale 11 le persone ferite in maniera lieve tra forze dell’ordine e manifestanti, con il 118 che ha visto e trattato 5 poliziotti e 4 manifestanti. Un agente e un manifestante sono invece stati ospedalizzati. “Quelli che si stanno comportando in modo criminale questa sera a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir”, ha poi dichiarato l’avvocato Fabio Anselmo, in una nota, a nome dei familiari di Abderrahim Fakir. “Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo”, aggiunge. “La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir, che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto”, prosegue il legale. “Questa è una ferita che viene inflitta alla famiglia rispetto alla quale non può non esprimere solidarietà alle forze dell’ordine che vi sono in questo momento impegnate”, conclude Anselmo. Prima delle tensioni, e che un gruppo di manifestanti si spostasse verso la Prefettura, a Piazza del Nettuno si è svolto il presidio pacifico con i familiari di Fakir. “Chiediamo che ogni comportamento e ogni eventuale mancanza vengano accertati con la massima attenzione. Se verranno accertate responsabilità, chiediamo che vengano presi provvedimenti adeguati e che chi non ha rispettato il proprio dovere non possa continuare a ricoprire un ruolo che richiede fiducia, equilibrio e rispetto per l’umanità”, ha detto al microfono la nipote dell’uomo, leggendo un testo.

 

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