venerdì, Luglio 24, 2026

“Shakespeare Ænigma”, a Tor Bella Monaca il caso Florio: quando la letteratura diventa indagine

Può Shakespeare non essere Shakespeare? È la domanda, volutamente provocatoria, che anima “Shakespeare Ænigma – La prima incarnazione di John Florio”, lo spettacolo in scena domani venerdì 24 luglio alle 21 all’Arena del Tor Bella Monaca Teatro Festival. Un appuntamento che porta sul palco una delle questioni più affascinanti e controverse della storia letteraria: l’ipotesi che dietro il genio di Stratford-upon-Avon si nasconda in realtà la figura di John Florio, intellettuale cosmopolita, poliglotta e protagonista della cultura europea tra Cinquecento e Seicento. A guidare il pubblico in questo percorso tra documenti, indizi e suggestioni è Virginy L’Isola Trovata, autore del progetto, affiancato da Stefano Reali, Giusy Frallonardo e Marco Simeoli. La performance alterna narrazione, immagini e momenti di riflessione, costruendo una sorta di “inchiesta scenica” che ripercorre le tappe del dibattito sull’attribuzione delle opere shakespeariane. Sullo sfondo, la domanda che campeggia anche nel manifesto dell’evento: “E se fosse la più grande truffa letteraria della storia?” Il lavoro non si limita a rilanciare una teoria, ma invita a interrogarsi sul modo in cui la storia della letteratura viene costruita, tramandata e talvolta semplificata. Florio, figura di primo piano nella cultura rinascimentale, è presentato come possibile autore o co-autore di testi attribuiti a Shakespeare, grazie alla sua padronanza delle lingue, alla rete di relazioni internazionali e alla sua produzione originale, spesso sottovalutata. La serata si inserisce nel cartellone del Tor Bella Monaca Teatro Festival, sostenuto dal Ministero della Cultura, da Roma Capitale e da Zètema Progetto Cultura, confermando la vocazione della rassegna a proporre eventi capaci di unire divulgazione, spettacolo e approfondimento. L’obiettivo è offrire al pubblico non solo una rappresentazione, ma un’occasione di confronto su un tema che continua a dividere studiosi e appassionati. Un appuntamento che promette di trasformare il palcoscenico in un laboratorio critico, dove la storia del teatro inglese incontra la curiosità contemporanea e dove il dubbio diventa motore di conoscenza.

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