È scontro politico a Cerveteri dopo la presa di posizione dell’Unione di Centro sulla vicenda che ha coinvolto la Pro Loco Due Casette e il sostegno espresso dall’associazione alla candidatura a sindaco del consigliere comunale Gianluca Paolacci. A intervenire è Roberto Carnevale, vice coordinatore cittadino dell’UDC, che in una nota ha sollevato dubbi sulla compatibilità tra il ruolo di un’associazione di promozione territoriale e un’esplicita scelta di campo in ambito politico. «Cosa sta succedendo nel panorama associativo e politico di Cerveteri? Oramai sembra che ogni cosa sia lecita e che le regole basilari di trasparenza e correttezza istituzionale siano completamente venute a mancare», dichiara Carnevale, definendo la vicenda «l’ennesima gravissima e inaccettabile fuga in avanti». Nel mirino del rappresentante dell’UDC c’è il comunicato con cui la Pro Loco Due Casette, citando i componenti del direttivo e il presidente Massimo Pompa, ha annunciato il proprio sostegno alla candidatura di Paolacci. Una scelta che, secondo Carnevale, aprirebbe un delicato interrogativo sul ruolo delle associazioni territoriali e delle Pro Loco rispetto alla partecipazione politica. «Le associazioni territoriali e le Pro Loco possono schierarsi politicamente e fare comunicati per sponsorizzare un candidato? Se così fosse chiedo venia e alzo le mani, ma siccome le leggi parlano chiaro, siamo di fronte a una violazione di una gravità inaudita», afferma il vice coordinatore dell’UDC. Carnevale richiama quindi il quadro normativo che disciplina le Pro Loco, ricordando come tali realtà, in quanto iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore come Associazioni di Promozione Sociale, siano chiamate a mantenere una posizione di neutralità rispetto ai partiti e alle competizioni elettorali. «Una Pro Loco rappresenta l’intera comunità locale, tutte le sue anime e tutte le sue famiglie, indipendentemente dal colore politico. Non può e non deve trasformarsi nel comitato elettorale di alcun candidato», sottolinea. L’UDC annuncia inoltre l’intenzione di chiedere chiarimenti sugli eventuali effetti della vicenda, ipotizzando possibili conseguenze per l’associazione, dalla valutazione di eventuali provvedimenti interni fino alla perdita di requisiti legati all’iscrizione negli organismi di riferimento o all’accesso a contributi e convenzioni pubbliche. Nel mirino anche il ruolo del presidente e dei componenti del direttivo: secondo Carnevale, pur riconoscendo la libertà politica individuale di ogni cittadino, chi ricopre incarichi di responsabilità all’interno di un ente rappresentativo della comunità dovrebbe evitare di utilizzare il ruolo associativo per sostenere una candidatura. La polemica apre così un nuovo fronte nel dibattito politico cerveterano, riportando al centro il tema del rapporto tra associazionismo, istituzioni e campagna elettorale in vista dei prossimi appuntamenti amministrativi.







