La sentenza d’appello sulla strage di Fidene conferma, secondo l’avvocato Massimiliano Gabrielli, legale di parte civile nel processo, due elementi ritenuti centrali: la lucidità di Claudio Campiti nell’organizzazione dell’agguato e le criticità nella gestione delle armi al Tsn Roma. La Prima Corte di Assise di Appello di Roma ha confermato nei mesi scorsi la condanna all’ergastolo per Claudio Campiti e la condanna di Ardovini per omessa custodia. Nelle motivazioni della sentenza, secondo il legale, è stata respinta la tesi del vizio di mente, riconoscendo una condotta pianificata. “L’uomo ha pianificato tutto con lucidità, si è procurato l’arma aggirando ogni controllo, ha sparato con freddezza, ha risolto da solo l’inceppamento della pistola e aveva con sé passaporto e contanti per la fuga”, ha dichiarato Gabrielli. Secondo il legale, la sentenza avrebbe inoltre riconosciuto il ruolo delle omissioni nella gestione delle armi del Tsn Roma nella ricostruzione delle responsabilità legate alla tragedia. Sul fronte civile, l’avvocato ha spiegato che i suoi assistiti hanno deciso di non accettare la suddivisione del massimale assicurativo e di rivolgersi al Tribunale civile per ottenere la determinazione completa del risarcimento. Nei giorni scorsi è stato eseguito un sequestro conservativo sulle armi del poligono, disposto a tutela dei diritti delle vittime. “È un segnale forte che abbiamo voluto dare”, ha spiegato Gabrielli, sottolineando che per i familiari delle vittime il risarcimento rappresenta solo una parte della questione e che l’obiettivo è anche richiamare l’attenzione sulle responsabilità legate ai controlli e alla sicurezza nella gestione delle armi. Secondo il legale, dopo il commissariamento della struttura e la revisione delle procedure successive alla strage, resterebbero ulteriori aspetti da approfondire. Gabrielli ha riferito che, durante l’esecuzione del sequestro, sarebbe stata rilevata una situazione di accesso al poligono ancora non sufficientemente presidiata. La strage di Fidene avvenne nel dicembre 2022, quando Claudio Campiti uccise quattro persone durante una riunione condominiale, utilizzando un’arma sottratta da un poligono di tiro.







