Una lettera datata 25 luglio 1836 riporta alla luce un curioso legame tra uno dei più grandi scrittori francesi e il territorio etrusco di Cerveteri. A scriverla è Donato Bucci, noto antiquario che si firma “Francois”, indirizzandola all’amico Henry Beyle, universalmente conosciuto come Stendhal, all’epoca console francese a Civitavecchia. Sebbene lo scrittore vivesse con una certa insofferenza il soggiorno nella città portuale, dove spesso lamentava la monotonia della vita quotidiana, trovava conforto nelle frequenti escursioni tra i siti archeologici di Cerveteri, Tarquinia e delle altre antiche città etrusche, attratto dalle scoperte che alimentavano il commercio di reperti gestito dallo stesso Bucci. A testimoniare il suo interesse sono anche le pagine della “Storia di Civitavecchia” di Carlo Calisse, che ricostruiscono il rapporto dello scrittore con il territorio e con i suoi abitanti, descritti come persone miti, vivaci e profondamente legate al commercio e ai piaceri della vita sociale. La lettera racconta inoltre la vivace stagione culturale del teatro cittadino, dove erano state rappresentate la “Norma” e “Il furioso nell’isola di San Domingo” di Vincenzo Bellini. Stendhal, che disponeva di un palco riservato, seguiva con entusiasmo gli spettacoli e rimase particolarmente colpito dal talento del contralto Maria Luisa Mollica, artista dell’Accademia Filarmonica di Civitavecchia. Nelle sue corrispondenze la definì «piuttosto carina e appassionata», lodandone una voce così potente da attraversare piazze e strade e sostenendo che avrebbe potuto esibirsi senza difficoltà sul palcoscenico dell’Opéra di Parigi. Anche lo studioso Silvio Serangeli, nei suoi approfondimenti dedicati allo scrittore francese, ricorda la cantante come una figura straordinaria, capace di dominare l’orchestra con il proprio talento. Un episodio che restituisce uno spaccato inedito della vita culturale dell’epoca e conferma come il fascino esercitato dagli scavi archeologici di Cerveteri e dal patrimonio etrusco abbia conquistato anche uno dei protagonisti della letteratura europea dell’Ottocento.







