La gestione dell’emergenza che ha coinvolto centinaia di passeggeri diretti in Tunisia ha evidenziato la capacità del porto di Civitavecchia di affrontare situazioni critiche grazie alla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e operatori dello scalo. Il blocco della partenza di una nave della compagnia GNV, determinato dal mancato via libera delle autorità tunisine, ha lasciato a terra tra i 700 e gli 800 passeggeri, molte delle quali famiglie con bambini provenienti da diversi Paesi europei. In una giornata caratterizzata da temperature elevate e forte tensione, il sistema portuale ha saputo gestire l’emergenza attraverso un’azione coordinata che ha visto impegnati la Protezione civile, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, chiamati a garantire assistenza, sicurezza e ordine pubblico. Tra gli episodi simbolo della giornata è stato ricordato quello di una poliziotta che ha assistito un passeggero colto da malore, mentre sul fronte istituzionale la mediazione del viceministro Edoardo Rixi e del deputato Salvatore Deidda ha contribuito a sbloccare la situazione nel corso del pomeriggio. L’episodio è stato anche lo spunto per riflettere sul futuro del sistema portuale italiano in vista della riforma attualmente all’esame della Commissione Trasporti della Camera. L’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) ha presentato 39 proposte di modifica al disegno di legge, chiedendo un equilibrio tra il coordinamento nazionale e l’autonomia delle Autorità di Sistema Portuale. Tra le novità previste figura la nascita di “Porti d’Italia Spa”, soggetto destinato a coordinare la pianificazione strategica e infrastrutturale del comparto, senza però ridurre, secondo l’ANCIP, il ruolo delle autorità portuali territoriali. Al centro delle richieste dell’associazione ci sono anche il riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante, l’istituzione di un fondo per il prepensionamento degli addetti alle banchine e maggiori garanzie per la continuità operativa delle compagnie portuali. Misure ritenute fondamentali per favorire il ricambio generazionale, l’ingresso di nuove professionalità e una crescente presenza femminile nelle attività di banchina, assicurando al tempo stesso la competitività di uno dei principali scali marittimi del Mediterraneo.
Civitavecchia, il caso dei traghetti per Tunisi diventa un modello: «Il porto ha dimostrato di essere una squadra»







