domenica, Agosto 2, 2026

L’unità dei sei Comuni regge. Ma sulla lettera esplode il caso politico

Il territorio si compatta sulla vertenza legata al futuro di Torrevaldaliga Nord e sceglie una linea comune davanti al Governo e a Enel. I sei Consigli comunali di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno dedicato al phase out della centrale, affidando ai sindaci il compito di portare avanti la richiesta di risposte concrete nei tavoli istituzionali. Una posizione condivisa che punta a superare lo stallo sulla dismissione dell’impianto e sulla successiva fase di riconversione del territorio, ma che durante la seduta ha fatto emergere anche un confronto politico interno, alimentato dalla lettura di una lettera inviata da Enel alle amministrazioni comunali. Il documento approvato dai sei enti locali contiene una serie di richieste precise: innanzitutto la definizione, da parte del Ministero dell’Ambiente, di tempi certi per il procedimento necessario al rilascio del nulla osta alla messa fuori servizio della centrale, ma anche l’avvio di una nuova convenzione capace di accompagnare economicamente il territorio nella fase di transizione e la prosecuzione dei controlli ambientali durante tutte le operazioni di dismissione. Tra gli impegni inseriti nell’atto c’è inoltre la richiesta che, nel corso delle attività ispettive all’interno dell’impianto, gli organismi di controllo possano essere affiancati da tecnici indicati direttamente dai sei Comuni coinvolti. A pesare sul dibattito è stata soprattutto la risposta di Enel alla lettera sottoscritta dai sindaci alla fine di giugno, una replica giudicata dalle amministrazioni poco rassicurante perché, secondo quanto riportato nell’ordine del giorno, non avrebbe indicato un cronoprogramma per la restituzione delle aree, né tempi definiti per lo smantellamento della struttura. La società avrebbe inoltre respinto la possibilità di effettuare ispezioni interne richieste dagli enti locali e ribadito l’inefficacia degli impegni previsti dalla convenzione del 2008. Per i Comuni del comprensorio, la posizione espressa da Enel rappresenterebbe un segnale di progressivo disimpegno nei confronti di un territorio che ora chiede garanzie, trasparenza e un percorso condiviso per accompagnare la chiusura della centrale e costruire il futuro economico e ambientale dell’area.

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