lunedì, Agosto 3, 2026

Ladispoli, opposizione all’attacco: “Rinviato ancora il Consiglio su mozioni e interrogazioni, negato il confronto sui problemi della città”

È scontro politico a Ladispoli dopo il rinvio del Consiglio comunale dedicato a mozioni e interrogazioni. Le forze di opposizione hanno annunciato di aver lasciato l’aula per protesta, accusando la maggioranza di aver nuovamente rinviato il confronto sui temi ritenuti più urgenti per la città. “Ancora una volta la maggioranza ha deciso di rinviare il Consiglio comunale dedicato a mozioni e interrogazioni, evitando il confronto sui problemi reali della città”, affermano i consiglieri di opposizione, che contestano una gestione dei lavori consiliari definita penalizzante per il ruolo delle minoranze. Nel mirino anche il calendario delle sedute dedicate agli atti delle opposizioni: secondo quanto dichiarato, l’ultimo Consiglio di questo tipo si sarebbe svolto il 16 giugno, mentre il prossimo, sulla base della decisione assunta dalla Conferenza dei Capigruppo, dovrebbe tenersi indicativamente a metà settembre, con un intervallo di circa tre mesi nonostante l’impegno annunciato di una convocazione mensile. “Restano senza risposta interrogazioni e mozioni già depositate – sottolineano dall’opposizione – così come quelle che stavamo preparando su questioni che interessano quotidianamente i cittadini”. Tra i temi indicati figurano traffico, degrado urbano, emergenza idrica, blackout elettrici, disservizi della rete internet, inquinamento acustico e sicurezza, problematiche che secondo le minoranze stanno caratterizzando una delle estati più difficili per Ladispoli. Nel corso dell’ultima seduta, spiegano i consiglieri, sono state comunque presentate alcune domande di attualità per cercare di ottenere risposte dall’amministrazione, ma senza la possibilità di un confronto approfondito garantito da una seduta specifica dedicata a mozioni e interrogazioni. “Un Consiglio comunale dedicato agli atti delle opposizioni serve proprio a questo – concludono – discutere i problemi della città e chiedere conto all’amministrazione del proprio operato”.

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