Le condizioni di sfruttamento dei braccianti agricoli tornano al centro dell’attenzione a Latina. Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Borgo Sabotino, alle porte del capoluogo, insieme all’Ispettorato del Lavoro hanno scoperto in un’azienda agricola due lavoratori stranieri costretti a vivere in condizioni degradanti: uno in una roulotte fatiscente con cucina da campo, l’altro in un manufatto di fortuna, con pedane e cartoni al posto del letto. Il titolare, un 49enne indiano, è stato denunciato per sfruttamento del lavoro e violazioni sulla sicurezza e multato per quasi 10mila euro. Un episodio che si inserisce nel fenomeno più ampio del caporalato nel sud del Lazio, che dopo la tragica morte di Satnam Singh ha visto un aumento dei controlli e delle irregolarità scoperte. Ci sono casi come quello di poche settimane fa, a Terracina, quando un vasto insediamento abusivo di quasi 8mila metri quadrati è stato sgomberato dalle forze dell’ordine: 39 abitazioni di fortuna, senza acqua potabile, dove vivevano decine di persone, tra cui 23 minori, e molti pagavano in nero centinaia di euro al mese a un italiano per quel tetto. Sono frequenti anche i sequestri di stupefacenti come l’oppio, che vengono usati per tenere sotto controllo i braccianti: di recente la Polizia ha scoperto oltre 260 grammi di sostanza in bulbi essiccati, nascosti in un negozio etnico di Latina.







