Chi frequenta da anni il mare del Lazio conosce bene il fenomeno delle cosiddette “acque cotte”, un evento naturale che si ripresenta periodicamente soprattutto durante la stagione estiva e che in questi giorni interessa diversi tratti del litorale, compreso quello di Ardea. In presenza di particolari condizioni ambientali, l’acqua può assumere colorazioni insolite, con tonalità che vanno dal verde al giallastro fino al marrone, creando spesso preoccupazione tra bagnanti e residenti. In superficie possono comparire alghe, frammenti vegetali e materiale organico trasportato dalle correnti, modificando in maniera evidente l’aspetto del mare e facendo pensare, in alcuni casi, a episodi di inquinamento. Nella maggior parte delle situazioni, però, il fenomeno ha un’origine naturale e non è collegato alla presenza di scarichi o contaminazioni pericolose. Le “acque cotte” si manifestano infatti quando si combinano alcune condizioni favorevoli: temperature elevate dell’acqua, mare particolarmente calmo, azione delle correnti marine e del vento e presenza di sostanze nutritive trasportate dai corsi d’acqua. Un insieme di fattori che può favorire lo sviluppo di fenomeni naturali come le fioriture algali e la conseguente variazione del colore dell’acqua, già osservata più volte lungo la costa laziale negli anni passati.







