Il soccorso marittimo e la guardia civil hanno tratto in salvo due persone di origine nordafricana da una piccola imbarcazione a 12,68 miglia a sud-ovest di Maiorca, nelle prime ore di questa mattina. I due sono stati trasportati in ospedale in condizioni di disidratazione e malnutrizione e hanno riferito che altre 17 persone a bordo sono morte durante la traversata. Il salvataggio e’ avvenuto intorno alle 3 del mattino e i due migranti sono stati portati all’ospedale universitario Son Espases di Palma per le cure, secondo quanto riferito dalla delegazione del governo delle isole baleari. Secondo gli occupanti dell’imbarcazione, erano alla deriva da 15 giorni e a bordo c’erano in totale 19 persone. Il soccorso marittimo ha impiegato il suo elicottero (Helimer) per perlustrare l’area vicino al luogo del salvataggio e ha anche diramato un avviso ai naviganti. All’operazione di salvataggio hanno partecipato il soccorso marittimo e la sezione fiscale e di frontiera della guardia civil del porto di Palma. Separatamente, altre 15 persone di origine nordafricana sono state tratte in salvo martedi’ alle 5:15 del mattino mentre viaggiavano su una piccola imbarcazione a 30 miglia a sud-ovest di Ibiza. All’operazione di salvataggio hanno partecipato il soccorso marittimo e la guardia civil della stazione di Sant Josep de Sa Talaia. Ieri, quattro imbarcazioni con a bordo 88 migranti sono arrivate nelle Isole Baleari. Dall’inizio dell’anno, secondo gli ultimi dati del ministero spagnolo dell’Interno e gli interventi segnalati dalla delegazione del governo nelle isole Baleari, sono arrivate nell’arcipelago 211 imbarcazioni con a bordo 3.935 migranti irregolari. Nel 2025, sono arrivate nelle isole 401 imbarcazioni con a bordo 7.321 persone, con un aumento del 24,5% dei migranti e di quasi il 15% delle imbarcazioni rispetto al 2024. Resta critica la situazione a Ceuta dove il governo della città autonoma stima in “circa un migliaio” i minori stranieri non accompagnati presi in carico, dopo l’onda d’urto di circa 72.000 arrivi in massa dei quali 70.000 hanno fatto rientro in Marocco, secondo i dati indicati oggi dal ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska. E’ quanto ha segnalato il portavoce dell’esecutivo locale, Alejandro Ramirez, nella conferenza stampa successiva il Consiglio comunale, ammettendo che non è possibile “dare una cifra esatta” al momento, poiché “il processo di localizzazione e inserimento” dei migranti minori nel sistema di protezione “è ancora in corso” e molti ragazzi si trovano ancora vagando nei quartieri cittadini. Ramirez ha segnalato che la gestione “è molto complessa” sul fronte dei minori, di cui 862 sono già stati presi in carico. Il ministero spagnolo della gioventù e dell’Infanzia ha reso notodi aver rafforzato le procedure di identificazione individuale dei minori, indispensabile per definire il numero esatto e trasferirli nelle strutture di protezione. Intanto, “la situazione del Centro di soggiorno temporaneo(Ceti) è totalmente caotica e fuori controllo” ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo locale, ripreso dall’emittente pubblica Tve. Si stimano circa 500 migranti che si accalcano fuori la struttura, con tutti i suoi 512 posti occupati e da giorni ormai satura. In attesa di un posto, i migranti sono stati trasferiti sulla vicina spiaggia di El Trampolin, dove sono assistiti dalla Croce Rossa con viveri e acqua e sorvegliati dalla polizia nazionale. Il delegato del Governo centrale a Ceuta, Miguel Angel Perez, ha escluso l’apertura di nuove strutture, annunciando che saranno invece accelerate le uscite dal Ceti per consentire ingressi graduali, con priorità ai cittadini di origini subsahariane, aventi diritto alla protezione internazionale, e alle persone più vulnerabili. Il commissario europeo per le Migrazioni Magnus Brunner ha affermato oggi che è responsabilità di Madrid la gestione dei migranti che sono giunti a Ceuta e che non sono stati ancora rimpatriati, poiché non cittadini del Marocco. “Per quanto riguarda le persone rimaste in Spagna, è naturalmente responsabilità della Spagna garantire che nessuno entri nell’Unione europea. Questo è un punto fondamentale ed è quanto il ministro Grande-Marlaska ha confermato oggi”, ha specificato Brunner, al termine della videoconferenza con i ministri dell’Interno degli Stati europei. “Gli hub di rimpatrio sono stati menzionati dagli Stati Membri che ci stanno lavorando e stanno preparando i negoziati con i Paesi terzi”. Lo ha dichiarato Magnus Brunner, commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. “Circa sei Paesi stanno collaborando per parlare con i Paesi terzi degli hub di rimpatrio, è legittimo”, ha aggiunto Brunner, “ma dobbiamo anche concentrarci sul concetto di Paese terzo sicuro”.
Migranti: 17 morti alle Baleari, barca a fuoco nella Manica. Ministri Ue: “Potenziare rimpatri”
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