mercoledì, Agosto 5, 2026

Spin Time Labs, bimbo ricoverato per disidratazione: cresce l’allarme all’Esquiliono

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L’emergenza abitativa di Spin Time Labs si intreccia con quella climatica. Dopo giorni trascorsi all’aperto in seguito allo sgombero e al sequestro dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, un bambino di un anno e mezzo è stato ricoverato in codice rosso al Policlinico Umberto I per una grave disidratazione. Il piccolo, di origini nigeriane, si è sentito male nel tardo pomeriggio di lunedì mentre si trovava con la famiglia tra le centinaia di persone rimaste senza un alloggio dopo l’incendio divampato nella notte tra il 29 e il 30 luglio all’interno dell’edificio. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente e, secondo quanto riferito dagli attivisti di Spin Time, il bambino ha reagito positivamente alle cure. Le sue condizioni sono in miglioramento, ma resta ricoverato in osservazione. L’episodio riaccende i riflettori sulla situazione degli oltre 400 ex residenti dello stabile, tra i quali più di 100 bambini, costretti da giorni a vivere all’aperto mentre Roma continua a fare i conti con temperature elevate. Una condizione che, denunciano associazioni e volontari, espone soprattutto i più piccoli, gli anziani e le persone fragili a seri rischi per la salute. «Sono giorni che denunciamo la situazione in cui vivono i minori. Non c’è più tempo», affermano gli attivisti di Spin Time Labs. «Ci troviamo in una situazione di estrema precarietà: il caldo insopportabile sta aggravando un’emergenza igienico-sanitaria già molto seria. La città, le associazioni, la Protezione civile, i medici e il Comune stanno mostrando vicinanza, ma ora servono risposte immediate». La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato. Per mercoledì 5 agosto è infatti previsto un nuovo incontro in Campidoglio, dal quale gli ex residenti attendono indicazioni concrete sul proprio futuro. Sul tavolo c’è la proposta avanzata dal Comune di Roma di acquisire l’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, ipotesi che l’amministrazione capitolina aveva già indicato nei mesi scorsi come possibile soluzione per salvaguardare sia il progetto sociale sia le famiglie che vi abitavano. La proposta ha però alimentato un acceso confronto politico. Da una parte il Campidoglio sostiene la necessità di individuare una soluzione stabile per evitare un’emergenza sociale ancora più grave; dall’altra le opposizioni contestano l’ipotesi di un’acquisizione pubblica di un immobile occupato, richiamando anche la recente sentenza con cui il Tribunale civile di Roma ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire la proprietà per il mancato sgombero dell’edificio. Intanto, mentre si attendono gli esiti dell’incontro istituzionale, resta l’urgenza di garantire assistenza e sistemazioni adeguate alle centinaia di persone che da giorni vivono in strada, con il timore che il caso del bambino ricoverato possa non restare un episodio isolato.

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