venerdì, Agosto 7, 2026

Ucraina, il futuro del conflitto passa dalla battaglia dei cieli: droni per contrastare l’avanzata russa

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Il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina passa sempre più dai cieli: i droni di Kiev per contrastare l’avanzata russa e colpire obiettivi e infrastrutture energetiche in Russia e i missili balistici di Mosca per colpire le città ucraine e le installazioni militari. La carenza dei Patriot, i missili intercettatori Usa, si fa sentire sempre di più e favorisce il piano russa di logoramento. “La strategia della Russia si basa su un freddo calcolo: quella di riuscire a logorare le difese ucraine prima che la propria rete di protezione crolli”, scrive il ‘New York Times’. Kiev, infatti, mette a dura prova le difese russe e ormai colpisce il territorio russo molto più frequentemente rispetto alle fasi iniziali della guerra raggiungendo obiettivi militari situati a centinaia di chilometri dalla linea del fronte che in questa fase è sostanzialmente in stallo. L’Ucraina, osserva il ‘Wall Street Journal’, “sa di dover fare più che semplicemente abbattere i missili di Putin, ed è per questo che sta conducendo una campagna di attacchi in profondità nel territorio russo”. Nelle ultime settimane impianti petroliferi russi sono stati colpiti, dalla Siberia a San Pietroburgo così come porti russi dal Mar Baltico al Mar Nero. La Crimea occupata da Mosca è tornata nel mirino di Kiev come anche i magazzini del colosso dell’e-commerce russo Wildberries che vengono colpiti regolarmente dall’Ucraina. Nel mese di luglio Mosca ha lanciato almeno 126 missili balistici, il numero più elevato dall’inizio della guerra, secondo un’analisi del ‘New York Times basata’ sui dati dell’Aeronautica militare ucraina. I bombardamenti russi, che hanno incluso anche missili da crociera e droni, hanno provocato circa 400 vittime civili, rendendo luglio il mese più sanguinoso dall’aprile 2022. “Oltre al costo umano, gli attacchi russi hanno costretto l’Ucraina a sospendere importanti esportazioni di grano e acciaio attraverso i suoi porti. I bombardamenti hanno inoltre aggravato la distruzione delle infrastrutture già pesantemente danneggiate, alimentando il timore che il Paese possa affrontare un altro inverno caratterizzato da gravi carenze di riscaldamento ed elettricità”, sottolinea il quotidiano Usa evidenziando come il conflitto “sia ormai, di fatto, composto da due guerre parallele. La prima viene combattuta senza sosta dalla fanteria e dagli operatori di droni nascosti lungo gli oltre 1.300 chilometri del fronte. La Russia continua a cercare di conquistare territorio ucraino al prezzo di decine di migliaia di soldati ogni mese, avanzando lentamente nella regione orientale del Donbass. L’Ucraina, dal canto suo, difende il proprio territorio con un esercito numericamente inferiore e tenta, quando possibile, di riconquistare terreno, soprattutto nel sud del Paese”. La seconda guerra, rileva il ‘Nyt’, “arriva dal cielo, a ondate, colpendo città e installazioni militari lontane dal fronte in entrambi i Paesi, spesso nel cuore della notte, ed è diventata sempre più letale sia per gli ucraini sia per i russi. Gli obiettivi di questi attacchi vanno oltre quelli strettamente militari. Kiev punta ad aumentare i costi economici per il Cremlino, a portare la guerra sul territorio russo e costringere il presidente Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco a condizioni che non siano dettate esclusivamente da Mosca. Per la Russia, invece, la campagna aerea rappresenta la prosecuzione di una strategia pluriennale volta a logorare la capacità di resistenza dell’Ucraina e rendere le città sempre meno vivibili”.

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