domenica, Agosto 9, 2026

Nel 2025 Acea annunciò l’acqua a singhiozzo

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Non è la prima volta che il sistema idrico del quadrante sud della provincia di Roma si trova costretto a ricorrere a misure straordinarie per garantire l’approvvigionamento. Già nel 2025 Acea aveva ottenuto la possibilità di incrementare dello stesso quantitativo il prelievo dalle sorgenti del Pertuso, con un’autorizzazione temporanea valida fino al 30 novembre. Una decisione assunta in un contesto di forte pressione sulle risorse idriche e accompagnata da una prospettiva particolarmente delicata per migliaia di cittadini. In quell’occasione, infatti, era stata messa nero su bianco anche l’alternativa nel caso in cui il prelievo straordinario non fosse stato autorizzato: riduzioni della pressione nella rete e turnazioni dell’erogazione, con un impatto potenziale stimato su circa 350mila abitanti. Un numero che restituisce la dimensione della difficoltà affrontata dal sistema e che coinvolge direttamente anche il territorio di Ardea, inserito in un’area nella quale l’equilibrio tra disponibilità della risorsa e fabbisogno della popolazione continua a essere particolarmente fragile. Il quadro delineato nel 2025 mostrava quindi come il rischio di interruzioni o riduzioni del servizio non fosse una semplice eventualità legata a condizioni meteorologiche eccezionali, ma una possibilità già contemplata nei piani del gestore. Anche con il via libera all’aumento dei prelievi, infatti, l’erogazione a singhiozzo sarebbe rimasta necessaria in circa tre Comuni dei Castelli Romani, i cui nomi non erano stati indicati pubblicamente. Il ricorso alle turnazioni rappresentava dunque una misura concreta prevista per fronteggiare la scarsità della risorsa, mentre l’incremento delle quantità prelevate dal Pertuso consentiva di attenuare la pressione sul sistema senza eliminare completamente le criticità. A distanza di un anno, la nuova richiesta presentata da Acea alla Regione Lazio riporta inevitabilmente alla luce quelle stesse difficoltà. La necessità di ricorrere nuovamente a un incremento del prelievo evidenzia infatti come la situazione non possa essere ricondotta a una singola emergenza temporanea, ma si inserisca in un quadro più ampio di fragilità del sistema idrico. Per Ardea e per gli altri territori serviti dalle infrastrutture interessate, la questione diventa quindi quella di garantire continuità al servizio evitando, per quanto possibile, il ricorso a riduzioni della pressione e turnazioni che potrebbero avere conseguenze significative sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone. Il precedente del 2025 dimostra inoltre che il razionamento dell’acqua non era un rischio soltanto ipotetico: era già stato inserito tra gli scenari operativi da adottare in caso di insufficiente disponibilità della risorsa. La nuova partita sul Pertuso si apre così con un precedente preciso e con la consapevolezza che, senza interventi strutturali capaci di aumentare la resilienza del sistema, l’emergenza idrica rischia di ripresentarsi ciclicamente, riportando sul tavolo ipotesi di pressione ridotta e distribuzione a turni che potrebbero interessare un numero molto elevato di cittadini.

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