martedì, Agosto 11, 2026

Caso Ranucci-Lavitola, allarme del conduttore di Report: “Salvini chiede mia sospensione”

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In carcere l’imprenditore, accusato di essere il mandante dell’attentato del 16 ottobre scorso. Mercoledì interrogatorio di garanzia a Rebibbia. Per il gip il movente sarebbe stato “accrescere la popolarità” di Ranucci e spianargli la strada in politica: secondo i magistrati, non ci sono elementi per ritenere che il giornalista fosse d’accordo. Mandato d’arresto anche per il camerunense Tavares, ora latitante. Intanto il vicepremier interviene sul caso: “Finché non c’è chiarezza meglio Report senza Ranucci”. Voleva “accrescere la popolarità” dell’amico Sigfrido Ranucci e spianargli la strada in politica, per poi diventarne lo spin doctor. È questa una delle accuse mosse dal gip contro Valter Lavitola, finito in carcere ieri perché ritenuto dai pm di Roma il mandante dell’attentato del 16 ottobre scorso a Pomezia contro il giornalista. “Tra 2 anni fai il premier”, scriveva Lavitola a Ranucci in una chat. E a un mese dall’attentato insisteva: “Devi avere più scorta”. I pm della Dda di piazzale Clodio contestano all’imprenditore ed ex editore l’aggravante del metodo mafioso. Domani, mercoledì 12 agosto, è previsto l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia. Mandato d’arresto anche per il cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, ora latitante: sarebbe stato l’intermediario tra Lavitola e gli esecutori materiali dell’attentato. L’ordigno rudimentale, che ha semidistrutto le auto del conduttore di Report, sarebbe infatti stato piazzato da una banda di quattro persone. Tavares, factotum di Lavitola, si troverebbe in Africa e i pm sarebbero pronti ad avviare la procedura per chiederne l’estradizione in Italia. Secondo i magistrati, comunque, non c’è “alcun elemento” per ritenere che Ranucci sapesse e fosse d’accordo con Lavitola. “L’arresto conferma la gravità e la complessità dell’attentato, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione”, ha detto il legale di Ranucci, l’avvocato Roberto De Vita. Valter Lavitola è stato arrestato lunedì 10 agosto. In mattinata, gli uomini del nucleo Investigativo dei carabinieri hanno eseguito la misura cautelare in carcere nei confronti dell’ex giornalista ed editore. Lavitola è accusato dai pm della Dda di aver pianificato il blitz grazie all’aiuto del suo factotum, il cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, nei confronti del quale è stato spiccato un mandato di arresto. L’uomo è attualmente ricercato e si troverebbe in Africa: sarebbe lui l’intermediario con la banda irpina. Secondo le indagini, Ranucci conosceva Tavares almeno dal 2022: agli atti c’è anche una foto di quell’anno che ritrae i due insieme a Lavitola. Inoltre, nelle carte vengono citate delle intercettazioni in cui il giornalista, nell’ottobre del 2024, scriveva a Lavitola spiegando di trovarsi “in difficoltà su tutto” ma che “sarebbe andato avanti”. E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista aveva risposto con una battuta: “Mi dovresti prestare Gomes”.

 

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