mercoledì, Agosto 12, 2026

Sei insufficienze su dodici materie

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Il punto centrale della vicenda è rappresentato dal rendimento scolastico della studentessa nel corso del secondo quadrimestre. Su un totale di dodici discipline, infatti, erano sei le insufficienze riportate al termine dell’anno scolastico. Due di queste sono state considerate gravi e riguardavano storia e matematica, mentre le altre quattro, definite non gravi, interessavano inglese, geografia, scienze e tecnologia. Un quadro che, secondo quanto emerge dalla documentazione esaminata dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, non sarebbe stato riconducibile a difficoltà circoscritte a una o poche materie, ma avrebbe evidenziato una situazione di maggiore fragilità nella preparazione complessiva. Nel valutare il caso, il consiglio di classe ha infatti rilevato la presenza di «gravi e diffuse lacune nelle conoscenze», insieme ad altri elementi di criticità relativi al percorso scolastico della studentessa. È proprio la valutazione complessiva del rendimento ad aver assunto un peso significativo nell’esame della richiesta cautelare presentata dai genitori. I giudici non si sono quindi limitati a considerare la media generale dei voti, ma hanno preso in esame il livello di preparazione raggiunto nelle singole discipline e la distribuzione delle insufficienze. Da questo punto di vista, la presenza di sei valutazioni insufficienti su dodici materie, comprese due ritenute gravi in discipline come matematica e storia, è stata considerata un elemento rilevante per comprendere le ragioni che avevano portato il consiglio di classe a disporre la non ammissione alla classe successiva. La documentazione scolastica, così come esaminata dal Tar, descrive dunque una preparazione che presentava carenze diffuse e non soltanto episodiche. Un aspetto che ha contribuito alla decisione di non sospendere, in questa fase, gli effetti della bocciatura. La valutazione dei giudici si è concentrata quindi sulla preparazione effettivamente maturata dalla studentessa durante l’anno e sulla possibilità di affrontare con adeguate basi il successivo percorso scolastico, alla luce delle criticità emerse nelle diverse discipline. Il quadro delineato negli atti ha così fornito al Tar gli elementi per ritenere, almeno nella fase cautelare, non sufficienti le ragioni per sospendere la decisione assunta dalla scuola.

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