mercoledì, Agosto 12, 2026

Viterbo ricorda l’eccidio di Ponte di Cetti: 46 anni dopo il sacrificio dei carabinieri

- Advertisement -

Nel carabiniere convivono gli ideali di lealtà, onore e servizio e la normalità della vita quotidiana. La divisa rappresenta questa continuità: è rassicurante e riconoscibile quando gli uomini che la indossano presidiano la sicurezza di tutti, ma è anche il simbolo di valori profondi, costruiti nel tempo e legati all’appartenenza, alla fedeltà e all’impegno verso la comunità e il Paese. Valori che, in alcuni tragici casi, arrivano fino all’estremo sacrificio. Dietro ogni uniforme c’è però una persona, con la propria storia, la propria famiglia, i propri ricordi e i progetti per il futuro. Una vita normale che può essere improvvisamente spezzata. È quanto accadde a Viterbo l’11 agosto 1980, una data rimasta impressa nella memoria della città e dell’Arma dei carabinieri. Quel giorno, alla caserma di via della Pace, sembrava essere una giornata come tante. Molti militari erano in ferie, altri si apprestavano a partire nei giorni successivi. Tra questi c’era anche l’appuntato Ippolito Cortellessa, che avrebbe trascorso le vacanze nel suo paese d’origine, Vivaro Romano, secondo un’abitudine allora particolarmente diffusa tra i militari e le loro famiglie. Ma quella normalità venne spezzata in modo drammatico. L’11 agosto 1980 Viterbo fu teatro di una delle pagine più dolorose e cruente della propria storia recente: l’eccidio di Ponte di Cetti. Un episodio tragico che avrebbe segnato per sempre la memoria della città e lasciato un vuoto profondo nelle famiglie delle vittime e nell’Arma dei carabinieri. Da allora, ogni 11 agosto, Viterbo si ferma per ricordare quel sacrificio. La commemorazione viene celebrata dal 1981, a un anno dalla tragedia, e rappresenta un appuntamento ormai consolidato nel calendario della memoria cittadina. Quest’anno ricorre il 46° anniversario, occasione per rinnovare il ricordo di quei militari e mantenere viva la memoria di una giornata che appartiene alla storia di Viterbo. A distanza di quasi mezzo secolo, il tempo non ha cancellato il significato di quella tragedia. Il ricordo continua a passare attraverso le istituzioni, l’Arma, le famiglie e la comunità, ma soprattutto attraverso la consapevolezza di ciò che rappresenta una divisa: non soltanto un segno distintivo, ma l’espressione concreta di una scelta di vita dedicata al servizio degli altri. L’11 agosto torna così a essere una giornata di memoria e riflessione, nel luogo simbolico di Ponte di Cetti, per ricordare chi non fece più ritorno a casa e per rendere omaggio a uomini che, mentre svolgevano il proprio dovere, furono travolti da una delle pagine più drammatiche della storia di Viterbo.

Articoli correlati

Ultimi articoli