domenica, Agosto 16, 2026

Caso Bellosguardo, stretta della Regione: quindici giorni per adeguarsi, stop ai nuovi ingressi

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Si apre una fase decisiva per la vicenda della Rsa Bellosguardo, finita al centro dell’attenzione dopo i controlli effettuati nelle scorse settimane e le segnalazioni presentate da alcuni familiari degli ospiti. La struttura avrà infatti a disposizione un periodo compreso tra dieci e quindici giorni per adeguarsi alle contestazioni emerse durante le verifiche, mentre nel frattempo è stata disposta la sospensione dei nuovi ingressi e per alcuni pazienti si prospetta il trasferimento in altre residenze sanitarie assistenziali, anche al di fuori del territorio di Civitavecchia. A rendere note le ultime evoluzioni è stato Antonio Burattini, presidente del Comitato nazionale Anchise, al termine di un incontro con i vertici della Asl Roma 4. «Questa mattina siamo stati ricevuti dalla Asl Roma 4 – ha spiegato Burattini –. Ci è stato detto che la Regione ha dato dieci, massimo quindici giorni di tempo alla struttura per adeguarsi in merito alle contestazioni fatte». Una scadenza ravvicinata che evidenzia la volontà delle istituzioni di monitorare con attenzione la situazione e di verificare rapidamente l’eventuale superamento delle criticità rilevate. Nel frattempo, la decisione di bloccare temporaneamente i nuovi ricoveri rappresenta una misura cautelativa volta a evitare un ulteriore incremento delle presenze nella struttura fino al completamento delle verifiche e degli interventi richiesti. Particolarmente delicata appare la posizione di alcuni ospiti che potrebbero essere trasferiti in altre Rsa qualora le condizioni lo rendessero necessario, una prospettiva che preoccupa molte famiglie, soprattutto per il rischio di vedere i propri cari collocati in strutture lontane dal territorio di riferimento. Il confronto tra Asl, Regione, direzione della struttura e rappresentanti dei familiari proseguirà nei prossimi giorni, mentre l’attenzione resta alta su una vicenda che continua a suscitare forte preoccupazione nella comunità locale e tra coloro che seguono da vicino le condizioni di assistenza e tutela degli anziani ospitati nella residenza sanitaria.

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