domenica, Agosto 16, 2026

L’Iran vuole liberi i tre piloti da marzo in carcere in Qatar ma Doha smentisce

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L’Iran torna ad alzare la tensione con il Qatar chiedendo il rilascio immediato di tre piloti da caccia che sarebbero stati catturati vivi il 2 marzo scorso, a seguito dello schianto del loro Su-24 durante un attacco alla base statunitense di Al-Udeid. La richiesta è stata formalizzata dal generale Mohammad Bagherzadeh, capo del Comitato di ricerca per gli scomparsi delle forze armate iraniane. In una lettera indirizzata al Comitato Internazionale della Croce Rossa, l’ufficiale ha citato i nomi dei tre militari — Javad Salehi, Abdolmajid Dashtian e Omran Behraveshian — accusando il governo del Qatar di impedirne i contatti con le famiglie e le autorità della Repubblica Islamica. Bagherzadeh ha definito la condotta di Doha un vero e proprio “crimine di guerra”, sollecitando la Croce Rossa a verificare le condizioni di salute dei piloti e a facilitarne la liberazione. Alla fine di luglio, l’esercito iraniano si era limitato a dichiarare i tre aviatori come dispersi, confermando contestualmente il solo recupero del corpo del quarto membro dell’equipaggio, Majid Kazemi, rimasto ucciso nell’azione. L’ammiraglio Brad Cooper, alla guida del Comando Centrale Militare degli Stati Uniti (Centcom), ha concluso una missione di dieci giorni che lo ha portato a toccare sei Paesi della regione e a fare tappa sulla portaerei USS Abraham Lincoln, al centro dell’attenzione per le notizie sul forte malcontento tra il personale a bordo e per diverse criticità operative. Durante la visita sulla portaerei — attualmente impegnata nel blocco navale dello Stretto di Hormuz —, Cooper ha incontrato marinai e marines, conferendo premi ai membri più meritevoli e ringraziando l’equipaggio per la dedizione mostrata. L’ammiraglio ha definito il Lincoln Carrier Strike Group una “squadra solida”, aggiungendo che la storia ricorderà questa missione come una delle più intense e impattanti dell’era moderna. Il tour di Cooper ha compreso incontri con alti funzionari civili e militari in Bahrein, Iraq, Israele, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, oltre a visite alle truppe americane di stanza nell’area, dove sono attualmente operativi più di 50.000 militari statunitensi. A terra, il comandante del Centcom ha presenziato al rinnovo dei contratti di servizio di alcuni soldati e supervisionato il cambio al vertice della Combined Joint Task Force – Operation Inherent Resolve. Partita da San Diego a novembre e giunta in Medio Oriente a gennaio, la USS Abraham Lincoln ha condotto migliaia di sortite aeree a supporto dell’operazione ‘Epic Fury’, delle attività di sicurezza regionale e del blocco navale tuttora in corso contro l’Iran.

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