lunedì, Agosto 17, 2026

Civitavecchia, un Museo del Mare ancora assente: storia, porto e identità marittima in cerca di una casa

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Tutte le grandi città portuali italiane hanno un museo dedicato al rapporto tra il proprio territorio, la navigazione e il mare, ma Civitavecchia rappresenta ancora un’eccezione. Una lacuna significativa per una città che, pur non avendo le dimensioni di Genova, Livorno, Trieste o Napoli, può vantare un legame con il mare e con la storia della navigazione di assoluto rilievo. Il porto di Civitavecchia è infatti il porto imperiale di Roma, fondato dall’imperatore Traiano e divenuto nei secoli successivi sede della Marina Pontificia, protagonista anche di importanti vicende storiche, come la partenza delle navi dirette alla battaglia di Lepanto. Un patrimonio che si intreccia con il ruolo che lo scalo continua a svolgere ancora oggi: Civitavecchia è il principale porto di Roma e uno degli scali marittimi più importanti d’Italia, primo porto nazionale per numero di crocieristi e punto di riferimento anche per il traffico commerciale e la movimentazione delle merci. Le premesse per realizzare un vero Museo del Mare, dunque, non mancherebbero. Nel territorio sono presenti materiali, competenze e persone disponibili a contribuire alla nascita di un progetto capace di raccontare il rapporto secolare tra Civitavecchia, il porto e il Mediterraneo. Ciò che è mancato, nel corso degli anni e attraverso amministrazioni diverse, è stata soprattutto una volontà politica concreta e continuativa in grado di trasformare queste risorse in uno spazio museale stabile e accessibile alla città. Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni segnali hanno mostrato che qualcosa potrebbe finalmente muoversi. Un esempio è rappresentato dalla mostra temporanea e dall’esposizione didattica allestita presso la Calata Principe Tommaso, accanto a Porta Livorno, dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN). L’esposizione, intitolata “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi”, propone un viaggio nella storia delle origini dello scalo civitavecchiese e nel rapporto tra la costruzione del porto antico e le tecniche navali dell’epoca. Un’iniziativa che dimostra come esistano già sul territorio competenze e contenuti capaci di alimentare un progetto museale più ampio e strutturato. La mostra rappresenta quindi non soltanto un’occasione per riscoprire una parte fondamentale della storia cittadina, ma anche un possibile punto di partenza per tornare a discutere concretamente della realizzazione di un Museo del Mare a Civitavecchia, uno spazio permanente che possa conservare, valorizzare e raccontare un patrimonio marittimo che appartiene alla storia della città e che continua ancora oggi a rappresentarne una delle principali identità.

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