mercoledì, Agosto 19, 2026

Economia in crescita ma energia e infrastrutture restano le sfide: il ruolo strategico del territorio

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L’economia del Lazio mostra segnali incoraggianti, ma sul sistema produttivo continuano a pesare il costo dell’energia, l’incertezza dello scenario internazionale e la necessità di rafforzare le infrastrutture. È il quadro delineato da Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, in un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha commentato anche i dati Svimez sull’andamento economico regionale. Secondo Biazzo, qualora i dati venissero confermati, i risultati del Lazio dimostrerebbero che il lavoro portato avanti negli ultimi due anni sta iniziando a produrre effetti concreti, ma sul futuro continuano a pesare le tensioni geopolitiche internazionali e i dazi statunitensi. Tra le principali criticità individuate dal presidente di Unindustria c’è soprattutto il costo dell’energia, considerato uno dei fattori più importanti per la competitività delle imprese. Le aziende italiane, e quindi anche quelle del Lazio, devono infatti confrontarsi con costi energetici superiori rispetto a quelli sostenuti in altri Paesi europei, tra cui Francia e Spagna, con conseguenze dirette sulla capacità di competere sui mercati. In questo scenario diventano strategici gli investimenti nella formazione, nella ricerca e nell’innovazione, strumenti indicati come fondamentali per accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo regionale. Tra i progetti sui quali si concentra l’attenzione c’è il Rome Technopole, nato con l’obiettivo di creare un sistema integrato tra università, imprese e centri di ricerca e rafforzare le competenze tecnologiche del territorio. Al progetto partecipano le principali università del Lazio, oltre trenta aziende e importanti realtà della ricerca, con l’ambizione di creare un ecosistema capace di favorire innovazione, trasferimento tecnologico e formazione di alto livello. Un altro investimento destinato a incidere sulla competitività regionale è quello della Camera di Commercio di Roma, che ha stanziato 50 milioni di euro per la realizzazione di un supercomputer Hpc della rete Cineca presso il Technopolo Tiburtino. Una infrastruttura che potrà offrire alle imprese, soprattutto alle piccole e medie realtà, strumenti avanzati per la digitalizzazione, l’elaborazione dei dati e l’adozione di nuove tecnologie. Ma accanto alla trasformazione digitale resta il tema, altrettanto decisivo, delle infrastrutture fisiche e dei collegamenti. Per Biazzo il Lazio deve riuscire a mettere in comunicazione in maniera più rapida ed efficiente i propri principali poli produttivi, riducendo distanze e tempi di percorrenza. L’obiettivo indicato è quello di collegare territori come Rieti, Viterbo, Frosinone, Latina, Cassino, Aprilia e Civitavecchia attraverso infrastrutture moderne e sicure, consentendo loro di essere raggiungibili da Roma nell’arco di circa un’ora. Una prospettiva che riguarda da vicino anche Fiumicino, territorio nel quale infrastrutture, aeroporto, mobilità e collegamenti rappresentano elementi centrali per lo sviluppo economico. Lo scalo aeroportuale internazionale costituisce infatti uno dei principali punti di accesso al Lazio e all’Italia e rende il territorio particolarmente strategico per imprese, turismo, logistica e commercio. Rafforzare le connessioni tra Fiumicino, Roma e gli altri poli produttivi regionali significherebbe quindi rendere ancora più efficace una rete già fondamentale per l’economia laziale. Lo stesso ragionamento vale per Civitavecchia, esplicitamente richiamata da Biazzo tra le realtà che dovranno essere meglio collegate al resto della regione. Il porto rappresenta infatti un’infrastruttura strategica non soltanto per la città, ma per l’intero sistema economico laziale, e la sua piena valorizzazione passa inevitabilmente anche dalla qualità dei collegamenti con la Capitale, l’aeroporto di Fiumicino e gli altri territori produttivi. La sfida indicata da Unindustria è dunque quella di costruire una regione maggiormente integrata, nella quale infrastrutture, innovazione, formazione e capacità produttiva possano procedere insieme. Per Fiumicino, Civitavecchia e gli altri territori del litorale, il tema assume un peso particolare: la posizione geografica e la presenza di grandi infrastrutture possono trasformarsi in un autentico motore di sviluppo soltanto se accompagnate da collegamenti efficienti, investimenti e una strategia capace di mettere in rete le diverse realtà. In un contesto internazionale ancora caratterizzato da forte incertezza, il Lazio prova così a giocare la propria partita puntando sulle risorse interne e sulla capacità di rendere più competitivo il proprio sistema economico.

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