mercoledì, Agosto 19, 2026

L’ex ministro degli Esteri Fedorov chiede elezioni: “La democrazia non sia ostaggio della Russia”. Continuano gli attacchi con droni su Mosca e Kiev

- Advertisement -

L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha lanciato una diretta sfida politica al presidente Volodymyr Zelensky chiedendo lo svolgimento di elezioni anche durante lo stato di guerra. Attraverso un discorso diffuso su YouTube, Fedorov ha affermato che “la democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia” e ha sollecitato l’individuazione di un meccanismo legale, sicuro e realistico che consenta di ripristinare il regolare processo democratico nel caso di un conflitto prolungato. L’intervento giunge in un momento di forte tensione, segnato dalle proteste di piazza sorte a seguito della decisione di Zelensky di destituirlo dall’incarico. La rimozione di Fedorov era stata motivata con i complessi rapporti con l’allora comandante delle forze armate Oleksandr Syrskyi, a sua volta rimosso poco tempo dopo. Nonostante i tentativi di Zelensky di riassegnare l’ex ministro ad altri ruoli di governo, Fedorov ha rifiutato le offerte. Nel frattempo, il Parlamento ucraino si prepara a votare la conferma di Yevhenii Khmara come nuovo ministro della Difesa, ruolo che sta attualmente ricoprendo ad interim. Proseguono intanto senza sosta gli attacchi incrociati dal cielo tra Russia e Ucraina, registrando un drammatico bilancio di vittime e danni materiali. Nella regione nord-orientale di Kharkiv, un raid missilistico russo ha provocato la morte di almeno dieci persone e il ferimento di altre diciotto nel villaggio di Pechenigy, a circa quaranta chilometri dal confine. Secondo quanto riferito dal presidente Volodymyr Zelensky, il vettore si è abbattuto nei pressi di un incrocio affollato, vicino a negozi, un ufficio postale e stabili residenziali. Zelensky ha promesso una risposta immediata e ha sollecitato i partner occidentali ad aumentare le pressioni su Mosca. Sul fronte opposto, le forze di Kiev hanno condotto un massiccio attacco con velivoli senza pilota su diverse regioni russe. Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che sono stati lanciati ben 791 droni su tutto il territorio russo, sulla Crimea occupata e sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha riferito che 620 droni sono stati diretti sulla sola regione della capitale; il governatore Andrei Vorobyov ha segnalato tre feriti, tra cui una bambina di dieci anni. Presso la sede della società di e-commerce Wildberries, un magazzino ha subito lievi danni senza registrare vittime tra il personale evacuato tempestivamente. Inoltre, a Energodar, città vicina alla centrale nucleare di Zaporizhzhia controllata dalle forze russe, un attacco di droni contro una fermata dell’autobus ha causato un morto e quindici feriti, secondo il sindaco locale Maxim Pukhov. La situazione sta alimentando anche forti tensioni geopolitiche internazionali, in particolare tra la Russia e il Regno Unito per via delle forniture britanniche di droni impiegati in attacchi in profondità. L’ambasciata russa a Londra ha minacciato che la Gran Bretagna “pagherà un prezzo”, mentre il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha accusato direttamente il governo britannico di partecipare al conflitto. Da Londra, il premier Andy Burnham ha replicato con fermezza confermando il pieno e incondizionato sostegno all’Ucraina. Nel frattempo, si registrano nuovi raid nell’area del Mar Nero: la petroliera con bandiera greca Skiros è stata colpita dopo aver effettuato il carico di greggio presso il terminale del Caspian Pipeline Consortium a Novorossiysk, infrastruttura partecipata anche dai colossi americani Chevron ed Exxon, su cui Washington aveva recentemente invitato Kiev alla prudenza.

Articoli correlati

Ultimi articoli