venerdì, Agosto 21, 2026

“Tra Caere e il mare”, a Ladispoli un viaggio alle origini della potenza mediterranea di Cerveteri

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L’antica Caere torna protagonista attraverso una prospettiva capace di andare oltre il fascino delle necropoli, delle tombe monumentali e dei grandi santuari. Per comprendere davvero la storia e l’evoluzione della potente città etrusca di Cerveteri, infatti, occorre volgere lo sguardo verso il mare e verso quel territorio costiero che rappresentò per secoli una straordinaria porta aperta sul Mediterraneo, fatta di porti, approdi, commerci, anfore e rotte frequentate da mercanti e navigatori. Sarà proprio questo il filo conduttore della conferenza “Tra Caere e il mare. Il territorio costiero tra età del Ferro e Arcaismo”, in programma domenica 23 agosto alle 21.30 nell’area archeologica della Grottaccia, in via Rapallo 14 a Ladispoli. A guidare il pubblico in questo viaggio nella storia sarà Simone Grosso, archeologo di Cerveteri e ricercatore della Sapienza Università di Roma, che proporrà una lettura del territorio capace di mettere in relazione la grande città etrusca con il suo fondamentale sbocco sul mare. Il racconto partirà dalle fasi più antiche della storia ceretana, quando il rapporto con la costa iniziò a diventare un elemento determinante per lo sviluppo economico e politico della comunità, per arrivare progressivamente all’età arcaica, momento nel quale Caere raggiunse una posizione di assoluto rilievo nello scenario mediterraneo. Dietro le testimonianze archeologiche conservate nelle necropoli e nei siti dell’entroterra emerge infatti l’immagine di una città tutt’altro che isolata, profondamente inserita nelle grandi reti di scambio che collegavano l’Etruria alle altre sponde del Mediterraneo. Il mare costituiva una risorsa strategica: attraverso gli approdi passavano merci, manufatti, prodotti agricoli e soprattutto idee, tecnologie e influenze culturali provenienti da mondi differenti. Le anfore, i materiali rinvenuti lungo la fascia costiera e le testimonianze legate ai relitti rappresentano in questo senso tasselli preziosi per ricostruire una storia fatta di navigazione e commerci, ma anche di rapporti e contaminazioni tra popolazioni diverse. La conferenza offrirà quindi l’occasione per osservare la storia di Cerveteri da un’angolazione particolare, spostando idealmente il baricentro della narrazione dalla città dei morti al paesaggio marittimo che contribuì alla sua fortuna. Un percorso che permetterà di comprendere come la ricchezza e l’influenza di Caere fossero strettamente legate alla capacità di controllare e utilizzare il proprio territorio costiero, inserendosi nelle rotte commerciali che attraversavano il Mediterraneo antico. L’appuntamento alla Grottaccia diventa così anche un’occasione per riscoprire il legame profondo tra Cerveteri e il suo mare, un rapporto che affonda le radici nell’età del Ferro e che contribuì alla trasformazione di Caere in una delle più importanti potenze dell’Italia preromana. Una storia nella quale archeologia, paesaggio e commercio si intrecciano e che, attraverso il lavoro di ricerca e divulgazione, continua ancora oggi a restituire nuovi elementi per comprendere il ruolo centrale ricoperto dall’antica città etrusca nel Mediterraneo.

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