Si avvia verso la conclusione l’emergenza abitativa che nelle ultime settimane ha coinvolto centinaia di persone dopo l’incendio che il 29 luglio scorso ha reso inagibile lo stabile di Spin Time, nel centro di Roma. A tre settimane dal rogo, tutti i circa 400 occupanti della struttura potranno lasciare la tendopoli allestita in via di Santa Croce in Gerusalemme grazie all’individuazione di soluzioni abitative temporanee che consentiranno alle famiglie e ai singoli ancora costretti a vivere all’aperto di accedere a un alloggio. La notizia è stata resa nota dagli attivisti e dalle attiviste di Spin Time, che in queste settimane hanno seguito da vicino le operazioni di assistenza e ricollocamento delle persone coinvolte. Un percorso definito particolarmente complesso, soprattutto per le difficoltà incontrate nella ricerca di strutture disponibili ad accogliere un numero così elevato di nuclei familiari. Secondo quanto riferito, sono 127 i nuclei che hanno avuto necessità di una sistemazione d’emergenza dopo l’evacuazione dello stabile. L’operazione si è svolta in un periodo particolarmente delicato dell’anno, nel pieno del mese di agosto, quando molte strutture ricettive e di accoglienza registrano una disponibilità limitata. A complicare ulteriormente il quadro è stata la cronica emergenza abitativa che da anni interessa la Capitale, caratterizzata da una domanda crescente di alloggi sociali e da un’offerta insufficiente a soddisfare le esigenze delle fasce più fragili della popolazione. Il superamento della tendopoli rappresenta un passaggio importante per le famiglie coinvolte, molte delle quali hanno trascorso settimane in condizioni precarie, in attesa di una soluzione che consentisse loro di lasciare le sistemazioni provvisorie allestite dopo l’incendio. Le nuove collocazioni hanno carattere temporaneo, ma permetteranno agli ex occupanti di affrontare i prossimi mesi in condizioni più dignitose e sicure. Resta tuttavia aperta la questione del futuro delle persone che vivevano all’interno di Spin Time e delle prospettive a lungo termine per i nuclei coinvolti. Il caso ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema dell’emergenza abitativa romana, evidenziando ancora una volta le difficoltà di reperire soluzioni rapide per centinaia di persone in una città che continua a fare i conti con una carenza strutturale di alloggi accessibili. Con il progressivo trasferimento degli ultimi occupanti, la tendopoli di via di Santa Croce in Gerusalemme si prepara dunque a chiudere definitivamente, ponendo fine a una fase emergenziale che ha segnato l’estate romana e che ha richiesto settimane di lavoro per garantire una risposta concreta alle famiglie rimaste senza casa dopo il devastante incendio di fine luglio.








