Non c’è quartiere, soprattutto nel cuore di Roma, in cui non si senta ancora l’eco delle botteghe artigiane. Falegnami, calzolai, orafi, sarti, restauratori, piccoli laboratori: una rete capillare che da generazioni contribuisce a definire il volto della città. Ma dietro le saracinesche che si abbassano sempre più spesso c’è una crisi che dura ormai da anni. Secondo i dati del Centro Studi dell’Artigianato di Mestre, il numero delle imprese artigiane in Italia è sceso lo scorso anno al minimo di circa 1,22 milioni. In dieci anni gli imprenditori del settore sono diminuiti di circa 400mila unità: da 1,7 milioni a poco più di 1,3 milioni. Nel 2015 gli imprenditori artigiani della regione erano oltre 100mila. Due anni fa erano scesi a circa 90mila, mentre lo scorso anno il numero si è fermato poco sopra le 86mila realtà, con oltre 4mila chiusure. E il peso maggiore della crisi ricade sulla Capitale. A Roma, nell’ultimo anno considerato, sono state circa 3.340 le attività arrivate al capolinea.







