Lo Stretto di Hormuz è stato “completamente sminato”. Lo ha annunciato Donald Trump con un post su Truth in cui afferma di essere “stato appena informato dalla Marina degli Stati Uniti che tutte le mine sono state rimosse e/o fatte brillare nelle acque internazionali dello Stretto”. “L’Iran” ha aggiunto “è stato avvisato che qualsiasi nave o imbarcazione che posizioni nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta. Attraverso la Space Force, stiamo monitorando ogni centimetro quadrato dello Stretto, così come stiamo facendo anche con Pickaxe Mountain (complesso di tunnel sotterranei fortificati situato nei pressi del sito nucleare di Natanz, nella provincia di Isfahan, ndr) e gli altri tre siti nucleari già distrutti. E’ in vigore una politica di tolleranza zero sul posizionamento di mine”. Gli Stati Uniti hanno ampliato la portata delle sanzioni secondarie all’Iran includendovi cinque settori chiave, quali gli asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Lo annuncia il Dipartimento del Tesoro, sottolineando che l’Iran usa questi settori per “sostenere la propria economia in crisi”. La Cina ha avvertito che adotterà “tutte le misure necessarie” per difendere i propri interessi, dopo l’annuncio americano di una campagna per tagliare le risorse economiche dell’Iran e le minacce contro i Paesi che continueranno a sostenere Teheran. “Le pressioni massime nell’ambito di una guerra economica non risolvono affatto i problemi”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian. “Non fanno che alimentare tensioni e conflitti, provocare effetti di contagio, destabilizzare l’ordine economico e finanziario globale e danneggiare i diritti e gli interessi legittimi di altri Paesi”. “La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere fermamente i propri diritti e interessi”, ha aggiunto Lin. Soltanto le navi commerciali potranno navigare nello Stretto di Hormuz, mentre quelle militari non avranno questa possibilità. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, commentando i dettagli del memorandum sullo stretto che Iran e Oman stanno elaborando. In precedenza, il ministero degli Esteri di Teheran aveva reso noto il lavoro congiunto con la parte omanita per la creazione di un corridoio temporaneo per la navigazione nello Stretto di Hormuz e per lo sminamento della rotta, oltre a un accordo per proseguire le discussioni sulla creazione di un corridoio permanente per la navigazione nello stretto, che attualmente rimane chiuso.
“Secondo il memorandum (tra Iran e Oman), la rotta di ingresso nel Golfo Persico (attraverso lo Stretto di Hormuz) passerà per le acque iraniane, mentre la rotta di uscita passerà attraverso le acque territoriali dell’Oman. In entrambi i casi, le navi transiteranno attraverso acque iraniane”, ha dichiarato il diplomatico, citato dalla radiotelevisione di stato iraniana. Secondo Gharibabadi, si tratta di una rotta temporanea. È previsto che Iran e Oman intraprendano negoziati entro un periodo compreso tra 30 e 60 giorni per creare una rotta permanente che sostituisca quella provvisoria. Il vice ministro ha precisato che “solo le navi commerciali potranno utilizzare lo Stretto di Hormuz”, mentre “nessuna nave militare potrà attraversarlo”. Al comandante dell’esercito pakistano Asim Munir, che ieri ha visitato Teheran per colloqui, “abbiamo detto che non ci fidiamo degli Usa, che non siamo noi ad aver violato l’accordo e che se gli americani sono interessati ad aprire lo Stretto di Hormuz, devono rispettare le condizioni dell’Iran nell’accordo”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dall’agenzia Fars.
Il viceministro ha poi messo in guardia gli Stati Uniti sulle loro azioni contro l’Iran, dopo le sanzioni annunciate ieri: “Se le azioni degli Usa continuano, l’Iran rivelerà nuove capacità”, ha affermato, aggiungendo che “Hormuz non è l’unico strumento che abbiamo contro gli Stati Uniti”, i quali “non dovrebbero pensare di essere gli unici in grado di causare danni economici”. Un corridoio marittimo temporaneo a guida congiunta e un’operazione congiunta per rimuovere le mine. E’ il piano discusso da Iran e Oman per consentire “la ripresa della navigazione sicura” nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione congiunta diffusa dal ministero degli Esteri di Muscat dopo i colloqui a Teheran tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, Badr Albusaidi e Abbas Araghchi.
Il piano, si legge nella nota, prevede “un percorso in più fasi”. La prima riguarda l’istituzione di un corridoio marittimo temporaneo attraverso lo Stretto e un progetto congiunto per lo sminamento delle acque. L’obiettivo è creare le condizioni per riaprire la rotta marittima in sicurezza, “preservando al tempo stesso la sovranità e i diritti dei Paesi costieri”.
Secondo Iran e Oman, “negoziati tecnici” proseguiranno per definire “un corridoio marittimo permanente” e stabilire le future modalità di gestione dello Stretto. Tra i temi da affrontare ci sono la condivisione delle informazioni, il coordinamento del traffico marittimo e la fornitura dei servizi di navigazione e sicurezza. Oman e Iran chiedono inoltre il coinvolgimento degli altri Paesi regionali che si affacciano sulle acque del Golfo e ribadiscono la necessità di rispettare il diritto internazionale e i diritti sovrani degli Stati costieri.






