giovedì, Agosto 27, 2026

S. Severa, la lettera-denuncia dei residenti: “Lungomare ostaggio dei carretti abusivi”

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La voce è quella di un residente storico di Santa Severa, proprietario di un immobile sul lungomare. Una lettera aperta, dura e dettagliata, che racconta una quotidianità fatta di abusi, degrado e tensioni. Un racconto che non chiede comprensione, ma rispetto delle regole e attenzione da parte delle istituzioni. Il cittadino denuncia innanzitutto la presenza di venditori ambulanti che, pur avendo licenza per la sola tentata vendita, utilizzerebbero carretti fissi e parcheggerebbero le proprie auto sui passi carrabili delle abitazioni. “Non rilasciano scontrini fiscali e non pagano le strisce blu”, scrive, sottolineando come la situazione sia diventata insostenibile per chi vive nella zona. Dal 15 maggio al 15 settembre, secondo la lettera, i carretti resterebbero stabilmente posizionati sul marciapiede, messi di traverso per attirare i clienti. Il risultato, denuncia il residente, è un marciapiede impraticabile, dove passeggini e biciclette sono costretti a scendere in strada, tra le auto in sosta. A Santa Marinella i carretti sarebbero due, mentre a Santa Severa addirittura sette in appena 400 metri di lungomare. Le sedute pubbliche, aggiunge, verrebbero occupate dai venditori con la loro merce, riducendo gli spazi per anziani, famiglie e bambini. La sera, secondo la testimonianza, i carretti verrebbero lasciati direttamente sulle spiagge, in violazione dell’ordinanza comunale. Un comportamento che, oltre a rappresentare un abuso, creerebbe pericoli per i più piccoli che giocano sulla sabbia. Il racconto prosegue con un quadro notturno ancora più problematico: due vetture che stazionerebbero sul lungomare per “sorvegliare” la zona di vendita, con persone che dormirebbero all’interno. “Il bisognino notturno ce lo ritroviamo sui nostri cancelli”, scrive il residente, denunciando una situazione di inciviltà e mancanza di controllo. Non mancano episodi di violenza. Il cittadino ricorda diversi interventi delle forze dell’ordine per risse e danneggiamenti. L’ultimo, dieci giorni fa, avrebbe coinvolto un ragazzino di 13 anni che giocava con gli amici nella zona “sorvegliata” dai venditori. “Un buon giornalista avrebbe potuto informarsi con una semplice telefonata alla Stazione dei Carabinieri”, scrive, criticando chi minimizza la situazione. Il quadro del degrado è minuzioso: venditori che dormirebbero distesi sul marciapiede durante le pause, che si farebbero la doccia con l’acqua prelevata abusivamente da uno stabilimento, che laverebbero le auto con la stessa manichetta, lasciando residui di cibo sulle panchine. “Non è che non vediamo il mare, come si legge nel vostro articolo”, scrive il residente, “ma che il decoro è inesistente”. La lettera si chiude con un’accusa pesante: quella di una vera e propria occupazione del territorio, continua e organizzata. Il cittadino afferma che il Comune sarebbe in possesso di decine di foto scattate dai residenti, a testimonianza degli abusi quotidiani. E lancia un monito: “La legge deve essere rispettata da tutti allo stesso modo. Servitori dello Stato e giornalisti veri hanno perso la vita per questo principio”.

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