La riapertura del Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia si avvicina e, insieme agli ultimi interventi nelle sale, prende forma anche una nuova dimensione digitale e inclusiva del percorso espositivo. Il progetto di riallestimento non riguarda infatti soltanto la riorganizzazione degli spazi, ma punta a rendere il patrimonio archeologico più accessibile, comprensibile e fruibile attraverso nuovi strumenti e modalità di visita. All’inizio di agosto la dirigente del MANC, Elisabetta Scungio, ha effettuato un sopralluogo nelle nuove sale per verificare l’avanzamento dei lavori, ormai arrivati alle fasi conclusive in vista della riapertura al pubblico. Già alla fine di luglio erano state presentate alcune delle novità del nuovo allestimento, a partire dalle grafiche del piano terra, pensate per accompagnare i visitatori nella lettura e nella comprensione dei reperti. Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con l’introduzione di didascalie in Braille, pannelli con testi chiari e semplificati e supporti multimediali destinati a rendere la visita più inclusiva e a offrire differenti modalità di avvicinamento al patrimonio custodito nel museo. Un percorso che coinvolge progressivamente l’intero edificio e che trova nel terzo piano una delle prime tappe. Qui è stata allestita la mostra “Il corpo che resta. La prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”, visitabile fino al 29 novembre. Al centro dell’esposizione si trova una preziosa urna etrusca in terracotta proveniente da Cerveteri, databile alla fine del VI secolo a.C., messa in dialogo con le opere contemporanee dell’artista Massimo Luccioli. Il nuovo allestimento offre inoltre al pubblico la possibilità di ammirare una selezione di reperti provenienti dall’ex Deposito Sequestri, molti dei quali vengono esposti per la prima volta. Un progetto che lega così la valorizzazione delle testimonianze archeologiche del territorio all’innovazione, con l’obiettivo di trasformare il museo in uno spazio sempre più accessibile, coinvolgente e capace di raccontare la storia anche attraverso nuovi linguaggi.






