Lo stadio Pasquale Giannattasio di Ostia è ormai a un passo dall’omologazione per il campionato di Serie C e potrebbe tornare presto ad accogliere le partite casalinghe dell’Ostiamare. La certezza, ribadita dall’assessore allo Sport di Roma Alessandro Onorato durante l’ultimo sopralluogo nel cantiere, è che la società biancoviola giocherà nuovamente nel proprio quartiere. Resta da capire soltanto se i tempi saranno sufficienti per il debutto casalingo previsto sabato, con gli ultimi interventi ancora da completare e il successivo giudizio di omologazione chiamato a certificare la piena conformità dell’impianto agli standard richiesti. La struttura, conosciuta anche come ex Stella Polare, rappresenta un pezzo importante della storia sportiva di Ostia e della Capitale. Costruito nel 1960 in occasione delle Olimpiadi di Roma, il Giannattasio ha attraversato negli anni diverse fasi e differenti utilizzi, fino ad arrivare all’attuale intervento di adeguamento per il calcio professionistico. I lavori, avviati alla fine di luglio, sono stati realizzati in tempi particolarmente rapidi e hanno interessato numerosi settori dell’impianto. Tra gli interventi principali figurano la realizzazione del nuovo manto erboso, l’ampliamento delle tribune riservate agli ospiti, che porteranno la capienza complessiva del settore a 1.500 posti, e la predisposizione delle infrastrutture necessarie per garantire le riprese televisive, l’accoglienza delle squadre e le condizioni di sicurezza richieste per gli spettatori. Importante anche il potenziamento dell’illuminazione, elemento indispensabile per consentire lo svolgimento delle gare secondo gli standard previsti dalla Lega Pro. Se l’omologazione arriverà nei tempi previsti, l’Ostiamare potrà dunque riappropriarsi della propria casa dopo circa 35 anni. Un ritorno particolarmente atteso dalla tifoseria e dall’intero ambiente sportivo di Ostia, che vede nel nuovo Giannattasio non soltanto un impianto destinato al calcio, ma un punto di riferimento per la comunità. L’Ostiamare dovrebbe infatti utilizzare la struttura due volte alla settimana per le proprie gare interne, senza però avere l’uso esclusivo dello stadio. Il progetto è stato concepito per mantenere l’impianto aperto anche alle altre discipline sportive: il rugby e l’atletica leggera continueranno a trovare spazio nella struttura, confermandone la vocazione polifunzionale. Il Giannattasio si prepara così a una nuova vita sportiva, dopo oltre sessant’anni dalla sua costruzione. Nato per ospitare le Olimpiadi del 1960 e oggi indicato come il secondo stadio più grande di Roma dopo l’Olimpico, l’impianto potrebbe tornare a essere il teatro delle domeniche dell’Ostiamare, restituendo alla squadra biancoviola il legame diretto con il proprio territorio. La partita decisiva, adesso, si gioca sul cronometro: ultimi lavori, verifiche e omologazione dovranno essere completati in tempo per permettere all’Ostiamare di tornare finalmente a casa.






