mercoledì, Settembre 16, 2026

Il falso messaggio del familiare o dell’amico

Una volta ottenuto l’accesso a un profilo WhatsApp, il criminale può sfruttare la rubrica della vittima per raggiungere direttamente familiari, amici e persone di fiducia, costruendo una truffa basata proprio sulla credibilità del contatto. Il malintenzionato può infatti presentarsi come un figlio, un genitore, un fratello o un amico e inviare un messaggio apparentemente del tutto normale, per poi introdurre una richiesta urgente di denaro. La motivazione può cambiare di volta in volta: un problema improvviso, una spesa imprevista, la necessità di effettuare rapidamente un pagamento oppure una presunta situazione di emergenza che richiederebbe l’intervento economico immediato del destinatario. È proprio il senso di urgenza uno degli elementi che dovrebbe far scattare maggiormente l’attenzione. La pressione psicologica esercitata attraverso una richiesta improvvisa e la familiarità del numero dal quale arriva il messaggio possono infatti spingere la vittima ad agire senza effettuare le necessarie verifiche. Per questo, anche quando la comunicazione sembra provenire da una persona conosciuta, una richiesta inattesa di denaro non dovrebbe mai essere assecondata automaticamente. Prima di effettuare qualsiasi pagamento è fondamentale verificare che dall’altra parte ci sia realmente il familiare o l’amico indicato nel messaggio. La raccomandazione della Polizia di Stato è quella di contattare direttamente la persona interessata utilizzando un canale diverso da quello attraverso cui è arrivata la richiesta: si può chiamare il suo numero di telefono, utilizzare un altro dispositivo oppure, quando possibile, incontrarla di persona. Una verifica apparentemente semplice può infatti impedire che una situazione costruita sulla fiducia si trasformi in una perdita economica. L’aspetto più delicato di queste truffe è proprio la capacità dei criminali di sfruttare rapporti personali e legami familiari, facendo leva sulla naturale disponibilità ad aiutare una persona cara che sembra trovarsi in difficoltà. Davanti a un messaggio che comunica un’emergenza e chiede denaro con particolare insistenza, dunque, fermarsi qualche minuto e controllare direttamente l’identità del mittente può fare la differenza. Ad Ardea, come in qualsiasi altra parte del territorio, l’invito rivolto agli utenti è quindi a mantenere alta la soglia di attenzione, senza lasciarsi condizionare dalla fretta e ricordando che anche un messaggio proveniente da un numero conosciuto può non essere stato inviato dalla persona che si pensa.

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