domenica, Settembre 13, 2026

Ladispoli, pendolari sul piede di guerra: «Per Civitavecchia alle 8 bisogna arrivare un’ora e mezza prima»

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È ancora una volta la linea ferroviaria FL5 a finire nel mirino dei pendolari di Ladispoli e Cerveteri. A riaccendere i riflettori sui collegamenti del mattino è Giacomo Maria De Vito, presidente del Comitato Pendolari per la fermata Ladispoli-Cerveteri e co-presidente del Comitato Pendolari FL5 insieme a Susi Di Giandomenico e Sandra Felici. Al centro della protesta c’è la programmazione delle corse nella prima parte della giornata, ritenuta insufficiente per chi deve raggiungere Civitavecchia per motivi di lavoro, studio o altre necessità. «Se vuoi andare a Civitavecchia con il treno alle 8 di mattina, o arrivi alle 6:48 oppure alle 8:15. Questo non è ammissibile», denuncia De Vito, sintetizzando una situazione che, secondo il Comitato, si protrae ormai da marzo. Il problema riguarda in particolare la fascia oraria del mattino, quando la domanda di collegamenti è maggiore e numerosi pendolari hanno bisogno di arrivare a Civitavecchia entro un orario compatibile con l’inizio delle attività lavorative o scolastiche. La distanza temporale tra le due possibilità indicate dai pendolari crea infatti un vero e proprio vuoto di circa un’ora e mezza: chi ha necessità di essere a Civitavecchia intorno alle 8 è costretto a scegliere tra un arrivo decisamente anticipato, alle 6:48, oppure una corsa successiva che porta a destinazione soltanto alle 8:15. Una differenza che può sembrare contenuta sulla carta, ma che nella quotidianità rischia di tradursi in tempi di attesa molto lunghi, ingressi in ritardo sul posto di lavoro e difficoltà per studenti e famiglie. Il Comitato Pendolari FL5 torna così a chiedere maggiore attenzione sulla programmazione del servizio e una verifica degli orari nelle fasce considerate più delicate. La questione si inserisce in un quadro più ampio di criticità che da tempo interessa la linea ferroviaria che collega Roma con il litorale nord e Civitavecchia, una tratta utilizzata quotidianamente da migliaia di persone. Per i rappresentanti dei pendolari, l’obiettivo non è soltanto aumentare il numero delle corse, ma soprattutto garantire una distribuzione degli orari più funzionale alle esigenze reali degli utenti. Il caso della mattina diretta verso Civitavecchia, con l’alternativa delle 6:48 o delle 8:15, viene indicato come uno degli esempi più evidenti di una programmazione che non terrebbe sufficientemente conto degli spostamenti quotidiani. La protesta di Ladispoli e Cerveteri torna quindi a concentrarsi sulla necessità di un servizio ferroviario capace di accompagnare i ritmi della vita quotidiana e di offrire collegamenti distribuiti in modo più omogeneo, soprattutto nelle ore di punta. Per i pendolari, infatti, un treno che arriva troppo presto o troppo tardi può diventare quasi inutilizzabile, anche quando sulla carta il collegamento esiste.

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